giovedì 12 gennaio 2017

JOHN PILGER FA IL BILANCIO DEI CRIMINI DELL'AMMINISTRAZIONE OBAMA



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12/1/2017

di Diego Siragusa

I prezzolati giornalisti di regime, si sono sperticati in questi giorni a commentare l'ultimo discorso di Obama che sancisce la fine del suo mandato presidenziale durato otto anni. Abbiamo letto pensieri ignobili e servili sul suo afflato democratico e sui suoi successi. Le immagini registrate ci hanno mostrato la retorica e la prosopopea di un presidente che ringrazia romanticamente la propria consorte, si commuove, si asciuga le lacrime ed esorta le nuove generazioni americane a non arrendersi allo stato di cose presenti. VIVA LA DEMOCRAZIA AMERICANA! Ha esultato Rampini, al colmo dell'orgasmo su quel foglio che si chiama "la Repubblica".

Confesso la mia emozione e le speranze che avevo riposto nel primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti. Nella mia mente passavano le immagini dei personaggi e dei movimenti antisegregazionisti degli anni '60 che avevo vissuto con giovanile passione: Angela Davis, Malcolm X, Imanu Baraka, i fratelli di Soledad, Herbert Marcuse, Stokely Carmichael e le Pantere Nere...  Il discorso di Obama all'Università del Cairo, con la promessa di far nascere il nuovo stato palestinese in quattro anni, non poteva lasciarmi indifferente. Quando, pochi mesi dopo quel discorso, venne alla Casa Bianca Netanyahu e tirò le orecchie a un ubbidiente e sottomesso Obama, capii che quelle speranze erano destinate ad essere neglette e tradite. I fatti successivi mi confermarono che tutti i presidenti americani sono dei pupazzi nelle mani del Complesso Militare industriale e della potente lobby ebraico sionista. L'unico presidente che osò sottrarsi a questi due poteri fu assassinato: si chiamava John Kennedy.
In anni lontani, il presidente Eisenhower mise in guardia contro questo potere monocratico e assoluto che minaccia la democrazia americana. Qualche anno prima, il Segretario alla Difesa Forrestal mise in guardia Truman sul potere devastante della lobby sionista. Entrambi persero la partita. 
John Pilger, in questa breve conferenza, spiega con estrema limpidezza i disastri e i crimini commessi dal "premio Nobel per la pace"  Barak Obama durante la sua presidenza, il ruolo criminale di Hillary Clinton e le prospettive catastrofiche per il mondo intero se l'egemonia americana non sarà messa sotto controllo e sconfitta. 

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