mercoledì 10 luglio 2024

BIDEN, VUČIĆ E DIO ONNIPOTENTE


di Borivoje Ćetković


10 luglio 2024


Solo in un’America profondamente divisa (di classe, razziale, politica), con una crisi sistemica che non può risolvere, è possibile qualcosa del genere

Il presidente americano J. Biden è convinto che nessuno sia più qualificato di lui per candidarsi alle elezioni presidenziali e che solo “Dio potrebbe buttarlo fuori dalla corsa presidenziale. Se si rivolge a me e mi dice di farlo, potrei abbandonare la corsa». Che il presidente americano abbia un grande potere (dice di governare il mondo), è vero, o per lo meno così pensava, così come il fatto che abbia anche la capacità soprannaturale di comunicare con Dio senza intermediari (San Pietro). Ha definito come un brutto episodio la sua esibizione al dibattito del 27 giugno con il candidato repubblicano D. Trump - si è scusato per la stanchezza, un raffreddore, una specie di infezione. È categorico: "Io ancora in buona forma." Tuttavia, si rifiuta di fare una valutazione cognitiva indipendente e poi di rendere pubblici i risultati, perché presumibilmente fa tali test ogni giorno. Solo in un'America profondamente divisa (di classe, razziale, politica) con una sistemica crisi che non può risolvere, è possibile qualcosa del genere, perché le leggi biologiche funzionano inesorabilmente ed è ovvio che hanno messo a dura prova anche Biden: è disorientato sia nello spazio che nel tempo. Se dietro Biden c’è il “dio” americano, incarnato nella congiunzione del complesso militare-industriale e del capitale finanziario, nessuno potrà buttarlo fuori dalla corsa presidenziale.

Anche Vučić si appella a Dio

Anche il presidente serbo Vučić ha invocato Dio, preceduto dalla visita improvvisa di Aleksandar Grushko, vice ministro degli Esteri della Federazione Russa. Secondo fonti russe, questa visita è avvenuta martedì, quando è stato annunciato che dal febbraio 2022, attraverso un intermediario, Kiev ha ricevuto armi per un valore di 800 milioni di euro dalla Serbia, e sorge la domanda se questo sia il vero motivo dell'arrivo di Grushko a Belgrado.

Vucic e Grushko

La pubblicazione di dati così sensazionali, secondo queste fonti, "spiega in gran parte perché l'Occidente, esprimendo periodicamente indignazione per la riluttanza della Serbia a seguire la politica dell'UE nei confronti dell'Ucraina, non ricorre ad alcuna misura punitiva contro Vučić e continua a definire il leader serbo un partner stretto". Fonti del quotidiano russo Komersant dei Balcani affermano che "negli ultimi due anni la Serbia ha aumentato drasticamente la vendita di prodotti militari e molte delle sue aziende della difesa lavorano su tre turni". I media di proprietà dell'uomo d'affari russo Konstantin Malofeyev, vicino a Putin, hanno annunciato: "Mosca è molto insoddisfatta del comportamento di Belgrado, che vende indirettamente armi alle forze ucraine. La politica di sedersi su "due sedie" potrebbe costare alla Serbia l'adesione ai BRICS", conclude questo media. Recentemente si è appreso che la Serbia vende attivamente armi e munizioni ai paesi occidentali, presumibilmente senza sospettare che queste armi andranno direttamente in Ucraina e verranno usate contro i russi, il che è contrario alla dichiarata politica di neutralità di Belgrado rispetto a questo conflitto.

Vučić: "La Serbia poggia sui 

suoi interessi nazionali"

Commentando questa notizia, il presidente Vučić ha sottolineato che "la Serbia poggia sui suoi interessi nazionali e non è responsabile delle sue armi dopo che sono state vendute". Nella conferenza stampa tenuta su questo tema, lui è andato oltre, dichiarando che non risponde né a Putin né a Biden, ma è responsabile davanti al popolo serbo e davanti a Dio". Per quanto riguarda il popolo, la domanda è: cosa ci guadagna? e cosa perdono con questa vendita ingiusta, anzi vergognosa (guadagnano denaro, ma perdono il Kosovo e l'indipendenza, anche il presidente serbo, come Biden, è convinto della sua forza di comunicazione diretta con Dio, convinto che benedirà la sua politica di equilibrio). - girandosi a volte da una parte, a volte dall'altra.

Mosca non ha ufficialmente condannato il suo alleato, secondo la TV Carigrad, ma è comunque giunta ad alcune conclusioni. Vale a dire, Lavrov ha improvvisamente annunciato che il blocco BRICS sospenderà temporaneamente la questione dell’espansione dell’adesione a nuovi paesi.

Vučić ha parlato anche delle informazioni pubblicate da Nova RS con il titolo "Grushko ha lasciato rapidamente la Serbia, Putin non ha voluto contattare Vučić", affermando che "tutto quello che è stato scritto è una banale bugia". Egli ha informato i cittadini che mantiene rapporti molto corretti con la Russia, che non ha chiamato Putin e che non vi sono ostacoli alla loro comunicazione reciproca. In occasione dell'annuncio da parte del quotidiano Nova della visita di Grushko, il Ministero degli Affari Esteri ha pubblicato un comunicato stampa definendole false, invitando gli autori del comunicato e chi ci sta dietro, a tenere conto "del complesso momento geopolitico, perché tali comunicazioni arrecano "il danno alla leadership statale guidata da Alexander Vučić e diminuisce anche il ruolo della Serbia nella comunità internazionale" Un annuncio strano: alle gravi accuse secondo cui armi serbe finiscono in Ucraina viene data una risposta generale, non vi è alcuna condanna - si legge in un tono conciliante come se gli autori dell'attacco li avessero “nelle loro mani”.

Vucic e Putin

Per amor di verità, sembra giusto sottolineare il fatto che l'ambasciata russa a Belgrado ha annunciato di respingere risolutamente le speculazioni infondate del giornale "Nova" riguardo alle informazioni di alcuni media sulla visita di Gruško. Nel comunicato stampa si sottolinea che la cooperazione tra Belgrado e Mosca “irrita molto” alcuni media.

"Apprezziamo molto la calorosa accoglienza riservata alla delegazione russa, in linea con la natura amichevole delle nostre relazioni bilaterali", si legge in un messaggio pubblicato sulla pagina Instagram dell'ambasciata russa.


Traduzione dal serbo di Olga Handjal


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TESTO ORIGINALE IN LINGUA SERBA


 


Pogled slijeva

 

 Piše: Borivoje Ćetković

 


Samo u Americi duboko podijeljenoj (klasno, rasno, politički), sa sistemskom krizom koju ne može da riješi, ovako nešto je moguće

 

Američki predsjednik Dž. Bajden uvjeren je da niko nije  kvalifikovanji od njega da se kandidje na predsjedničkim izborima i da bi samo «Gospod Bog mogao da ga izbaci iz predsjedničke trke. Ako mi se on obrati i kaže  da to učinim, odustaću od trke». Da američki predsjednik ima veliku moć (kaže za sebe da upravlja svijetom), ima, tako je bar umislio, kao i to da posjeduje i natprirodnu sposobnost, da bez posrednika (Sv. Petra) komunicira sa Bogom. Svoj nastup na debati održanoj 27. juna sa republikanskim kandidatom D. Tranpom, nazvao je lošom epizodom - pravdao se iscrpljenošću, prehladom, nekom infekcijom. Kaategoričan je: «Još uvjek sam u dobroj formi». Ipak, odbija da uradi   nezavisnu  kognitivnu  procjenu i potom objavi rezultate javnosti, jer navodno takve testove radi svaki dan. Samo u Americi duboko podijeljenoj (klasno, rasno, politički) sa sistemskom krizom koju ne može da riješi, ovako nešto je moguće, jer biološke zakonitosti djeluju neumitno i očigledno da su i kod Bajdena učinile svoje - dezorijentisan je i u prostoru i u vremenu. Ako ameručki «bog» oličen u sprezi vojno-industrijskog kompleksa i finansijskog kapitala  stane iza  Bajdena, niko ga iz predsjedničke trke ne može izbaciti.

 


I Vučić se poziva na Boga

 

I srpski predjednik Vučić se pozvao na Boga, a tome je prethodila iznenadna posjeta Aleksandra Gruška, zamjenika  ministra spoljnih posloda Ruske fereracije. Prema  ruskim izvorima do ove  posjete je došlo u treutku kada je objavljeno da je Kijev od februara 2022. godine, preko posrednika, dobio oružje u vrednosti od 800 miliona eura od Srbije, te se postavlja pitanje da li je to stvarni razlog Gruškovog dolaska u Beograd. 


Objavljivanje ovako  senzacionalnh podataka, prema ovim izvorima, «u velkoj mjeri objašnjava zašto Zapad, periodično izražavajući ogorčenje zbog nevoljnosti Srbije da sledi politiku EU oko Ukrajine, ne pribegava bilo kakvim kaznenim mjerama protiv Vučića i nastavlja da srpskog lidera naziva bliskim partnerom». Izvori ruskog lista Komersanta sa Balkana navode podatak da je «u posljednje dvije godine Srbija drastično  povećala prodaju vojnih proizvoda, a mnoga njena odbrambena preduzeća rade u tri smjene». I medij koji je u vlasništvu ruskog biznismena Konstantina Malofejeva, blizak Putinu, objavio je: »Moskva je veoma nezadovoljna ponašajem Beograda, koji indirektno prodaje oružje snagama Ukrajine. Politika sjedenja  na «dvije stolice» bi Srbiju mogla koštati članstva u BRIKS-u», zaključuje ovaj medij. Tako se nedavno saznalo da Srbija aktivno prodaje oružje i municiju zapadnim zemljama, navodno ne sluteći da će to oružje ići pravo u Ukrajinu i biti upotrijebljeno protiv Rusa, što je u suprotnosti sa  deklarisanom politikom neutralnosti Beograda u vezi sa ovim sukobom.

 

Vučić: «Srbija počiva na svojim  nacionalnim interesima»

 


Komentarišući ovu vijest predsjednik Vučić je istakao «da Srbija počiva na svojim nacionalim interesima i da ne odgovara za svoje oružje nakon što je prodato». Na konferenciji za štampu, održanoj o ovom pitanju  pošao je dalje izjavivši da on, ne odgovara ni Putinu, ni Bajdenu - odgovoran je srpskom narodu i Bogu». Što se naroda tiče pitanje je šta dobija, a šta gubi ovom nepoštenom, tačnije rečeno sramotnom prodajom (dobija novac, a gubi Kosmet i nezavisnost).
 Poput Bajdena i srpski predsjednik ubijeđen je u svoju moć direktne komunikacije s Bogom uvjeren da će mu blagosiljati njegovu politiku balansiranja - okretanja čas na jednu, čas na drugu stranu.

Moskva nije osudila zvanično svog saveznika prema tv Carigrad, ali je ipak donijela određene zaključke. Naime, Lavrov je iznenada najavio da će blok BRIKS-a privremeno pauzirati pitanje proširenja članstva novim zemljama.

Vučić se oglasio i povodom vijesti koje je saopštila Nova RS pod naslovom »Gruško brzo napustio Srbiju, Putin nije htio da se javi Vučiću», tvrdeći da «sve što je napisano predstavlja ordinarnu laž». Građane je obavijestio da ima veoma korektne odnose sa Rusijom, da nije zvao Putina, i da nema nikakvih prepreka za njihovu obostranu komunikaciju. Povodom vijesti u listu Nova o Gruškovoj posjeti oglasilo se saopštenjem i Ministarstvo spoljnih polova nazivajući ih lažnim, apelujući na autore natpisa i one koji stoje iza njih, da povedu računa o »složenom geopolitičkom trenutku, jer takvo pisanje «šteti državnom rukovodstvu na čelu sa Aleksandrom Vučićem i umanjuje ulogu Srbije u međunarodnoj zajednici». Čudno neko saopštenje: na teške optužbe da srpsko oružje završava u Ukrajini odgovara se uopšteno, nema osuđivanja - sročeno u pomirljivom tonu kao da ih autori napada imaju «u šaci».

Istine radi, izgleda opravdanim istaći činjenicu da se povodom vijesti u nekim medijima o Gruškovoj poseti oglasila i Ambasada Rusije u Beogradu saopštivši da odlučno odbacuje neosnovane spekulacije u listu "Nova". U saopštenju je istaknuto da saradnja Beograda i Moskve "jako iritira" određene medije.

"Visoko cenimo topli prijem koji je ukazan ruskoj delegaciji, a u skladu sa prijateljskom prirodom naših bilateralnih odnosa", navedeno je u objavi na istagram stranici ambasade Rusije.




sabato 6 luglio 2024

LO STERMINIO DEL POPOLO PALESTINESE A GAZA

 

6 luglio 2024

INTERVISTA del giornalista Srećko Stojković col Prof. serbo Ratko Krsmanović per un servizio destinato alla televisione nazionale iraniana, sul tema DELLA SOFFERENZA DEL POPOLO PALESTINESE A GAZA e sulla lettera dell'Ayatollah Khamenei indirizzata agli studenti americani, che hanno manifestato nelle università americane chiedendo la fine al bombardamento di Gaza

Prof. Ratko Krsmanović


Domanda 1:


- Qual è la sua valutazione e opinione riguardo alle reazioni globali ai continui attacchi di Israele contro il popolo palestinese? Soprattutto riguardo alle proteste studentesche americane.

Davanti agli occhi del mondo intero si stanno svolgendo le scene sanguinose dello sterminio del popolo palestinese, sotto la direzione degli strateghi del Pentagono e sotto la bandiera di Israele. I nazisti a Gaza oggi, invece dell’iconografia nazista, marciano sotto il segno della Stella di David, radunando l’intero popolo nel campo di concentramento “Palestina”. Sui volti dell'uomo palestinese, della madre, del bambino, è impresso il timbro di una sofferenza terrificante, che inevitabilmente lascia un'impronta nella nostra coscienza, producendo un sentimento di orrore, rabbia e disgusto di fronte alle bestie dalle sembianze umane che cancellano l'intero persone e le tracce della loro vita, cultura, religione...

La Serbia, meglio di chiunque altro al mondo, dovrebbe comprendere il dolore del popolo palestinese e il pesante sentimento di impotenza di fronte al feroce boia, che a sangue freddo afferma con voce umana che "sta solo facendo il suo lavoro". a Gaza.


Oggi le voci del popolo contro il pogrom razzista contro i palestinesi si sentono in tutto il mondo. L'ondata di proteste si è estesa alla società americana, soprattutto a studenti e intellettuali. I tutori e gli sponsor globali del genocidio di Gaza, nonostante il potere a disposizione, non sono riusciti a soffocare il respiro dell’umanità e della ragione nel mondo. Sono in corso seri cambiamenti nel modello egemonico, in cui il sostegno al regime sionista di Israele nella sua campagna genocida è in gran parte demistificato nonostante la violenza e la censura dei media. La verità non può essere nascosta e soppressa all’infinito con le bugie. Naturalmente, una simile svolta non si addice ai sostenitori della politica aggressiva israeliana – falchi e avidi industriali di guerra, profittatori di guerra, trafficanti di armi e sostenitori dell’espansione della “democrazia” e dei “diritti umani” in altri paesi, mentre quelli nascosti con tutta la loro ricchezza nel loro continente si considerano irraggiungibili e non possono accadergli nulla del genere.

Il massacro della Palestina basato sulla pulizia etnica avviene con un grossolano abuso di potere e un grossolano calpestio dei principi e delle regole nelle relazioni internazionali a beneficio immediato del regime statunitense che ha configurato Israele come uno strumento dell’imperialismo.


Domanda 2:


- Il leader iraniano, l'Ayatollah Khamenei, ha inviato una lettera agli studenti americani, dopo le proteste. Come valuta questa lettera?

L'Ayatollah Seyed Ali Khamenei si è rivolto ai giovani attivisti americani che hanno mostrato solidarietà ai palestinesi vittime dell'occupazione di Gaza, riconoscendoli come parte del "Fronte della Resistenza" che lotta contro la brutalità del governo israeliano ispirato e sostenuto dagli americani.

La lettera del leader iraniano è un contributo al rafforzamento dell'unità nella lotta contro l'oppressione e l'ingiustizia nel mondo. Le proteste studentesche di massa, i campi e le numerose azioni rappresentano un cambiamento importante nell’arena politica americana, che spaventa gli sponsor del regime sionista e la possibilità che Israele perda il sostegno degli Stati Uniti.


Il leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Khamenei, in una lettera indirizzata agli studenti sostenitori del popolo palestinese nelle università americane, ha espresso l’importanza della solidarietà nelle proteste antisioniste, sottolineando che condividono gli stessi obiettivi politici dell’Asse della Resistenza. . La lettera fa anche riferimento alla storia del conflitto tra Palestina e Israele e accusa Gran Bretagna e Stati Uniti di fornire sostegno finanziario e militare a Israele. Secondo Khamenei, le élite occidentali hanno etichettato la resistenza palestinese come “terrorismo” mentre difendono Israele come “agire per legittima difesa”. Tuttavia, le circostanze sono cambiate e il Medio Oriente si trova ad affrontare un “destino diverso” a causa del risveglio filo-palestinese in tutto il mondo.

Il leader della Rivoluzione islamica ha sottolineato che la cosa più importante è che i paesi che sostengono la Palestina si uniscano e agiscano collettivamente come un fronte unito.


Domanda 3:


- Secondo lei, in che misura questa azione può rafforzare i sostenitori della Palestina nel mondo?

Pur avendo la reputazione di paese libero, l’America, di fronte al dilagare delle proteste, si comporta sempre più come uno stato di polizia. Non è pronta a condividere la verità con la sua gente. Invece della verità, cerca di persistere con l’inganno pubblico e il sostegno totale ai crimini israeliani. Eppure, queste proteste hanno avuto risonanza non solo tra il pubblico americano, ma sono state fonte di ispirazione per gli studenti di tutto il mondo, compresi quelli australiani.

È importante notare che molti giovani ebrei negli Stati Uniti, e anche nello stesso Israele, non sostengono la politica aggressiva di Netanyahu nei confronti della Palestina. Nessuno crede ai sionisti quando affermano che il massacro di 37.000 civili palestinesi fu un “atto difensivo”. Di conseguenza, abbiamo la circostanza che, oltre ai 143 paesi che hanno riconosciuto il diritto della Palestina ad esistere come nazione nelle Nazioni Unite, si sono uniti negli ultimi giorni Slovenia, Irlanda, Spagna e Norvegia.

Sulla Palestina, gli studenti e la libertà di parola, negli ultimi decenni il dibattito sul conflitto in Medio Oriente nelle università americane è stato significativamente limitato e l’opinione pubblica, sotto la pressione della manipolazione mediatica, tende a credere che Israele abbia il diritto di fare ciò che vuole. vuole, mentre i palestinesi non hanno diritti. Questo sta cambiando. La critica a Israele è già un luogo comune, diventando parte dell’identità dell’audacia studentesca vista durante le proteste contro la guerra del Vietnam, mentre le forze filo-israeliane tentavano di screditare le manifestazioni studentesche. Ecco come è stata recentemente commercializzata l'invenzione: "gli studenti vengono pagati (Soros li paga)".

Ciò che studenti e professori hanno dimostrato negli ultimi mesi è che il mantra manipolatorio e ideologico anglo-americano è per sempre una causa persa nel mondo dei giovani e delle persone istruite.

Questa potenza mondiale incontrastata fino a ieri, cioè le sue élite, dalla sua creazione ad oggi, non sono riuscite a cancellare dalle sue mani le tracce del sangue altrui. È un mondo di capitalisti, fascisti, razzisti, colonialisti, golpisti, imperialisti e infiniti malfattori dell’umanità. Il mondo non può sopravvivere su queste gambe. Lo stesso gruppo di disumani non può commerciare per sempre guerre e vittime innocenti.

FINO AD ALLORA...FINO ALLA VITTORIA! LIBERTÀ PER LA PALESTINA!


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Tradotto dal serbo da Olga Handjal

Поставио/ла 15 hours ago karaburma

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TESTO ORIGINALE IN LINGUA SERBA


 


ИНТЕРВЈУ новинара Срећка Стојковића са Ратком Крсмановићем за телевизијску репортажу националне телевизије Ирана, о теми СТРАДАЊЕ ПАЛЕСТИНСКОГ НАРОДА У ГАЗИ и о писму Ајатолаха Хамнеиа, упућено америчким студентима, који су демонстрирали на Универзитетима САД и тражили прекид бомбардовања Газе

Питање 1:

- Какваје ваша оцена и мишљење о глобалним реакцијама на континуране нападе Израела на Палестински народ? Нарочито о протестима Америчких студената.

Ратко Крсмановић
Пред очима целог света се нижу крвави призори истребљења палестинског народа, у режији пентагонских стратега а под заставом Израела. Нацисти у Гази, данас, уместо нацистичке иконографије марширају под ознаком давидове звезде, сатерујући читав народ у концентрациони логор “Палестина”. На лицима палестинског човека, мајке, детета, утиснут је печат застрашујуће патње, који неминовно оставља отисак у нашој савести, производећи осећај  ужаса, гнева и гађења пред човеколиким зверима које затиру цео народ и трагове њиховог живота, културе, вере...

Србија, боље него ико у свету, би морала разумети бол палестинског народа и тешки осећај беспомоћности пред свирепим џелатом, који хладнокрвно поручује људским гласом да у Гази “само ради свој посао”.

Данас се широм света чују гласови народа против расистичког  погрома над Палестинцима. Талас протеста се проширио и на америчко друштво, а посебно на студенте и интелектуалце. Глобални тутори и спонзори геноцида у Гази, упркос расположивој моћи, нису успели да угуше дах човечности и разума у свету. У току су озбиљне промене хегемонистичког модела где је подршка ционистичком режиму Израела у његовој геноцидној кампањи у значајној мери демистификована упркос медијском насиљу и цензурама. Истина се неда бескрајно скривати и притискати лажима. Наравно, такав заокрет не одговара присталицама агресивне израелске политике – јастребовима и халапљивим индустријалцима рата, ратним профитерима, трговцима оружјем и поборницима ширења „демократије“ и „људских права“ у туђим земљама, док ушушкани са свјим богатством на свом континенту сматрају да су недостижни и да се њима ништа слично не може десити.


Масакр над Палестином заснован на етничком чишћењу се одвија уз грубу злоупотребу моћи и грубо гажење принципа и правила у међународним односима ради тренутне користи америчког режима који је конфигурисао Израел као инструмент империјализма.

Питање 2:

- Ирански лидер, ајатолах Хаменеи, упутио је писмо америчким студентима, након њухових протеста. Како оцењуете ово писмо?


Ајатолах Сејед Али Хамнеи се обратио младим америчким активистима који су показали солидарност са Палестинцима као жртвама окупације у Гази, препознајући их као део „Фронта отпора“ који се бори против  бруталности израелске владе коју инспирише и подржава Америка.

Писмо иранског лидера представља допринос јачању јединства у борби против угњетавања и неправде у свету. Масовни студентски протести, кампови и бројне акције, представљају велику промену у америчкој политичкој арени, што плаши спонзоре ционистичког режима и могућношћу да Израел изгуби подршку САД.

Вођа исламске револуције, Ајатолах Хамнеи, у писму упућеном студентским присталицама палестинског народа на америчким универзитетима, изразио је важност солидарности у антиционистичким протестима, указавши да деле исте политичке циљеве као Осовина отпора. Писмо се односи и на историју сукоба између Палестине и Израела, и оптужује Британију и САД за финансијску и војну подршку Израелу. Према Хамнеију, елите на Западу су палестински отпор означиле као „тероризам“, док су Израел браниле као „деловање у самоодбрани“. Међутим, околности су измењене и Блиски исток чека „другачија судбина“ услед пропалестинског буђења широм света.

Вођа исламске револуције је као најважнију ствар истакао потребу да се државе које подржавају Палестину  уједине и делују колективно, као јединствен фронт.

Питање 3:

- По вашем мишљењу, у којој мери ова акција може да ојача  присталица Палестине у свету?

Иако слови као слободна земља, Америка се, суочена са ширењем протеста, понаша све више као полицијска држава. Није спремна да поделе истину са својим народом. Уместо истине, покушава да истраје са обмањивањем јавности и свестраном подршком израелским злочинима. Па ипак, ови протести су имали одјека не само у америчкој јавности, већ су били подстицајни за студенте широм света, укључујући и оне у Аустралији


Важно је приметити да многи млади Јевреји у Сједињеним Државама, па и самом Израелу, не подржавају Нетањахуову агресивну политику према Палестини. Нико не верује ционистима када тврде да је масакр 37 хиљада палестинских цивила „одбрамбени чин“. Као резултат тога, имамо и околност да уз 143 земље које су признале у УН право Палестине да постоји као нација,  протеклих дана су се
 њима придружиле Словенија, Ирска, Шпанија и Норвешка.

О Палестини, студентима и слободи говора, током протеклих деценија  дебата о блискоисточном сукобу на америчким универзитетима била је значајно ограничена, а јавно мњење, под притиском медијске манипулације, има тенденцију да верује да Израел има право да ради шта хоће, док Палестинци немају никаква права. Ово се мења. Већ је уобичајено критиковати Израел, што постаје део идентитета студентске смелости виђене током протеста против рата у Вијетнаму, док произраелске снаге покушавају да дискредитују студентске демонстрације. Тако је недавно пласирана измишљотина - „студенти су плаћени (Сорош их плаћа)“.

Оно што су студенти и професори показали последњих месеци јесте да је манипулација и идеолошка англоамеричка мантра заувек изгубљен случај у свету младих и образованих људи.

Та, до јуче неприкосновена светска сила, односно њене елите, од свог настанка до данас не успева да обрише трагове туђе крви са својих руку. Чини је свет капиталиста, фашиста, расиста, колонијалиста, пучиста, империјалиста и бескрајних злотвора човечанства. Свет не може опстати на таквим ногама. Не може заувек иста група нељуди да тргује ратом и невиним жртвама.

 

ДО ТАДА .... ДО ПОБЕДЕ !   СЛОБОДА ЗА ПАЛЕСТИНУ !

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venerdì 5 luglio 2024

MIRACOLO CORBYN


La vittoria del Labour di Starmer può entusiasmare solo Renzi e Letta che possono festeggiare dopo il disastro del loro beniamino Macron. In realtà il Labour normalizzato e sostenuto dai media del grande capitale ha preso meno di Corbyn nel 2017. Vince per crollo dei Conservatori. Insomma sapendo che ci sarebbe stata alternanza il Labour è stato epurato della sinistra che altrimenti avrebbe potuto vincere.

Siamo felici per la rielezione di Jeremy Corbyn che ha fatto il miracolo battendo il candidato "laburista" e quelli degli altri partiti. Keir Starmer ha espulso Corbyn dal partito e lo ha costretto a candidarsi come indipendente nel suo collegio di Islington. Pensavano di farlo fuori e invece una campagna dal basso lo ha portato alla sorprendente vittoria. L'infame accusa di antisemitismo contro Jeremy Corbyn, come contro Melenchon, ha il solo scopo di mettere all'indice chi si oppone alla deriva colonialista, suprematista, imperialista e neoliberista dell'Occidente. Nel parlamento britannico continuerà a essere presente la voce di chi lotta per la pace e il disarmo, sostiene la Palestina e non tradisce la classe lavoratrice e i principi del socialismo. 

MESSAGGIO DI CORBYN AI SUOI ELETTORI 
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Stasera, la nostra comunità ha fatto la storia.

Queste elezioni non hanno mai riguardato me. È sempre stato per la nostra comunità e per i valori che condividiamo. E si tratta della nostra convinzione eterna che esista un'alternativa alla disuguaglianza, alla povertà e alla guerra.

Il risultato di questa sera a Islington North ci lascia intravedere un futuro diverso, che pone gli interessi dei molti davanti a quelli dei pochi. È anche un avvertimento - un avvertimento al governo entrante che il dissenso non può essere schiacciato senza conseguenze. Che le idee di uguaglianza, giustizia e pace sono eterne. Quella speranza per un mondo migliore non potrà mai essere spenta.

Stasera festeggiamo. Domani organizziamo. L'energia che abbiamo scatenato non andrà sprecata. Siamo un movimento fatto di tutte le età, sfondi e fedi. Un movimento che può vincere con e per le persone di tutto il paese.

Grazie a tutti coloro che hanno costruito questa campagna, rendendola la più inclusiva a cui abbia mai partecipato.

Grazie a ogni singola persona che ha esercitato il proprio diritto di voto democratico. È stato l'onore della mia vita rappresentare voi, popolo di Islington North. Continuerò ad imparare da voi, ad essere responsabile nei vostri confronti e a trarre ispirazione da voi.

Il futuro di cui parliamo non è un sogno impossibile - la nostra comunità è la prova che un mondo più gentile e più giusto è possibile. 

#JeremyCorbyn Peace and Justice Project

domenica 23 giugno 2024

I MANEGGIATORI DI BILDERBERG


di Mario Capanna


Fra i problemi della nostra democrazia 
l’estensione sempre più ampia di zone 
di potere occulto non è dei meno gravi.
(N. Bobbio)

Si è svolta a Madrid, ai primi di giugno, la consueta riunione annuale del Gruppo Bilderberg. Colpevolmente i grandi media, soprattutto quelli italiani, non ne hanno dato notizia. Eppure l’evento è stato tutt’altro che trascurabile. Per la “qualità” dei personaggi, che vi hanno preso parte, e per i temi trattati.

Le questioni all’ordine del giorno sono state: il futuro della guerra, lo stato e gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, e “cambiare i volti della biologia”.

Particolare attenzione è stata dedicata, con preoccupazione, alla guerra Russia-Ucraina-Nato-Usa, date le difficoltà crescenti di Kiev nel conflitto.


Lo si capisce anche dal numero dei partecipanti bellicosi. Nella lista degli invitati, divulgata dal Gruppo, spiccavano l’ubiquo segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, James Appathurai vice segretario dell’Alleanza e specialista della guerra ibrida, Christopher Cavoli leader del Saceur (il comando supremo della Nato), i ministri degli esteri dei principali Paesi anti Russia, fra cui il finlandese Anders Aldercreutz insieme al presidente della repubblica Alexander Stubb, l’ucriano Dmytro Kuleba, il polacco Radoslav Sikowski , uno dei principali responsabili della crisi ucraina del 2014 e degli scontri di Piazza Maidan, e autore del famoso tweet  di “felicitazioni” agli Usa per il sabotaggio del gasdotto Nord Streem 2 (da notare che Sikowski è marito di Anne Applebaum, giornalista americana – Bilderberg pure lei – critica con l’Europa che considera troppo morbida verso la Russia), Oscar Stenstrom caponegoziatore per l’ingresso della Svezia nella Nato.


Da sinistra: Mario Monti, John Elkan e Lilli Gruber

C’erano, anche, altri grossi calibri: Kaja Kallas, prima ministra estone, propugnatrice dell’escalation militare contro la Russia, candidata a segretaria della Nato ma scartata, perché ritenuta troppo estremista persino da Stoltemberg; Alex Karp, miliardario americano, che lavora per la Cia, l’Fbi, il Pentagono, la polizia danese, l’Ucraina e Israele: fondatore dell’impresa Palantir, fine democratico… ha detto che gli studenti, occupanti dei campus, “sono una peste dentro la nostra società” e “chi protesta dovrebbe essere spedito in Korea del Nord”; Palmer Luckey, fondatore di Andurill Industries, estremista di destra e fanatico sostenitore di Trump, lavora sulle tecnologie militari d’avanguardia, volte a creare automi capaci di “uccidere senza essere uccisi”.

Kaja Kallas, Primo Ministro estone, russofoba e guerrafondaia

Finalità essenziale del Gruppo è rafforzare il globalismo economico, finanziario, politico e militare secondo i canoni dell’egemonia liberista atlantista. Non si tratta, dunque, di una forza di complemento, di una lobby di rincalzo al servizio  delle multinazionali e dei governi predatori del Nord-ovest. Il Gruppo dà la linea e traccia la strada. Con uno scopo fondamentale: indebolire a tutti i costi la Russia e la Cina.

Non è più la conventicola fondata nel 1954 dal banchiere americano David Rockefeller, il cui fine era quello di negoziare uno spazio con la politica.

John Rockfeller, Fondatore del Gruppo Bilderberg e della Trilaterale

Bilderberg, oggi, esercita il ruolo di “governo” planetario: i politici – dal presidente Usa in giù – devono seguire ed e-seguire i suoi diktat. Al confronto il G7 fa ridere: se paragoniamo i sette buontemponi, riunitisi l’altro giorno in Puglia, ai pescecani in conclave a Madrid, i primi appaiono come autentiche marionette.

In proposito, già nel 1977 Times descriveva così l’accolita Bilderberg: “Una congrega dei più ricchi, dei più economicamente e politicamente potenti e influenti uomini del mondo occidentale, che si incontrano segretamente per pianificare eventi che poi sembrano accadere per caso” (corsivo mio). Che la “congrega” si sia autoeletta, e non votata da alcuno, è trascurabile…

Paolo Gentiloni

La riunione si è svolta rigorosamente a porte chiuse, con meticolosa esclusione dei media, e i partecipanti hanno dovuto firmare il protocollo in base al quale possono sì utilizzare le informazioni ricevute, ma non devono rivelare le fonti né l’affiliazione degli oratori e degli altri partecipanti.     Più o meno come le riunioni della massoneria, semipubbliche e semiclandestine al tempo stesso. La P2 di Gelli elevata all’ennesima potenza globale. Nababbi con la vocazione e il compito di spianare il terreno al profitto capitalistico e alle sue guerre,  da guerrafondai in servizio permanente effettivo.

Ora: la libertà di riunione va certamente garantita a tutti, purché le riunioni siano trasparenti, soprattutto se trattano temi che investono le sorti del mondo. Perché la segretezza? Evidentemente si ha interesse a manovrare nell’ombra, non c’è altra spiegazione.

Maneggiatori pericolosi, dunque. Non indulgo ad alcuna teoria del complotto, ma quando si viene a sapere che una delle questioni trattate è “cambiare i volti della biologia”, bisogna esigere di saperne di più, perché, secondo le teorie transumaniste di Bilderberg, c’è il fondato sospetto che ci si riferisca alla biologia umana, e a un suo indotto e innaturale mutamento. Ci vorrebbe almeno qualche autorità (un magistrato?) che induca i responsabili a fare chiarezza in materia.

Henry Kissinger

Alla riunione di Madrid c’erano anche alcuni italiani: Mario Monti, senatore a vita e consulente della mega banca americana Goldman Sachs dal 2005 al 2011 quando Napolitano lo chiamò a formare il governo, Lorenzo Bini Smaghi (della banca d’affari francese Société Général), Michele Della Vigna (Goldman Sachs, ancora), Giuliano da Empoli, Lilli Gruber e Paolo Gentiloni. Qui c’è la prova, verrebbe da dire, che l’Occidente ha le polveri bagnate nelle proprie cartucce… Bilderberg che ha bisogno di Lilli Gruber…

Ma il sorriso dura poco, se si considera che il Gruppo conosce bene l’importanza della propaganda e, infatti, punta da tempo a militarizzare i media: dal Financial Times a Bloomberg e, da noi, la catena Gedi – John Elkan è uno degli organizzatori e presente costantemente nei forum ufficiali, frequentati anche da Maurizio Molinari, direttore di Repubblica.

Non è che tramite la Gruber si punta al gruppo Cairo, al Corriere della Sera e alla televisione La7? Il dubbio diventa inevitabile, quando a Otto e mezzo viene invitata la predetta Anne Applebaum, “pasdaran” russofoba presentata come una commentatrice asettica e… imparziale.

Anne Applebaum, giornalista, ebrea, russofoba

Intendiamoci: il Gruppo Belderberg non va sopravvalutato né sottovalutato. E’ una congrega di “morti viventi” – il mondo tende ad andare in un’altra direzione – e, insieme, un coacervo di manovratori volto a impedire che il mondo vada in un’altra direzione.

C’è da sperare che l’umanità, vigilando, se ne fotta.


Fonte: L'Unità, 22 giugno 2024