sabato 22 aprile 2017

PAOLO MIELI, UN FALCO SIONISTA



SULLA BRIGATA EBRAICA, IL MIO AMICO AVVOCATO UGO GIANNANGELI RISPONDE ALL'IPERSIONISTA PAOLO MIELI, CELEBRE PER LE SUE SPERICOLATE SIMPATIE PER GLI AGGRESSORI DELLA SIRIA

Egregio Mieli,
il suo editoriale di ieri sulla brigata ebraica cita in prima pagina il mio nome e cognome e critica aspramente la mia opinione sul tema senza minimamente illustrarla, neppure in forma riassuntiva. Sarebbe stato sufficiente dire che ritengo la presenza dei sostenitori della brigata ebraica nel corteo del 25 Aprile uno strumento di propaganda sionista, come del resto esplicitamente dichiarato dagli "Amici di Israele"nel 2004 quando decisero di introdurre questa presenza nel corteo. A proposito di "meriti degli ebrei" nella lotta di Liberazione (così nel titolo) sarebbe stato onesto da parte sua almeno ricordare la mia distinzione tra i tanti ebrei che hanno combattuto nelle varie formazioni partigiane ( di cui riconosco i meriti e a cui rendo onore) e gli ebrei sionisti ( così qualificati nei cartelli dei sostenitori della brigata al corteo) che hanno militato nella brigata. Meglio sarebbe stato pubblicare la mia lettera, peraltro volutamente concisa. Il suo comportamento, invece, viola elementari principi di correttezza non dico giornalistica ma anche semplicemente civile. O si fa propaganda o si fa informazione. Lei ha scelto la prima. La legge sulla stampa impone la pubblicazione di questa mia lettera, visto che sono stato citato in un contesto denigratorio, ma mi rendo conto che appellarsi alla legalità ormai fa sorridere, irrisa come è a livello nazionale e internazionale ( su questo fronte, in primis, da Israele).
Distinti saluti, Ugo Giannangeli

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