martedì 16 ottobre 2018

Discorso di M. Gheddafi all’ONU del 23/9/2009



Nel nome di Dio e in nome dell’Unione Africana, vorrei salutare i membri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sperando che quest’incontro sia tra i più storici della storia del mondo.

Nel nome dell’Assemblea Generale alla sua sessantaquattresima sessione, presieduta dalla Libia, dell’Unione Africana, di uno dei mille regni tradizionali africane e nel mio nome, vorrei cogliere l’occasione, come presidente dell’Unione africana , per congratularmi con il nostro figlio Obama perché è qui presente all’Assemblea Generale, e noi lo accogliamo così come il suo paese sta ospitando questo incontro.

Questa sessione sta avendo luogo in mezzo alle tante sfide che ci attendono, e il mondo intero dovrebbe unirsi e unire i propri sforzi per sconfiggere le sfide che sono il nostro principale nemico comune – i cambiamenti climatici e le crisi internazionali, come il declino dell’economia capitalista, la crisi alimentare e dell’acqua, la desertificazione, il terrorismo, l’immigrazione, la pirateria, le epidemie artificiali e naturali e la proliferazione nucleare. Forse l’influenza H1N1 era un virus creato in un laboratorio che è sfuggito al controllo, e che originariamente era stato progetto come arma militare. Queste sfide includono anche l’ipocrisia, la povertà, la paura, il materialismo e l’immoralità.

Come è noto, le Nazioni Unite furono fondate da tre o quattro paesi contro la Germania di quel periodo. Le Nazioni Unite si sono formate dalle nazioni che hanno aderito insieme contro la Germania nella seconda guerra mondiale. Questi paesi formarono un organo chiamato Consiglio di Sicurezza, che ha fatto diventare i suoi paesi come membri permanenti ed a loro concesse il potere di veto. Noi non eravamo presenti in quel momento. Le Nazioni Unite furono modellate in linea con questi tre paesi, che vollero farci entrare nei panni che furono originariamente progettati contro la Germania. Questa è la vera sostanza delle Nazioni Unite, quando fu fondata oltre 60 anni fa.

Questo è accaduto in assenza di circa 165 paesi, con un rapporto di 1:8, cioè, uno era presente e otto erano assenti. Hanno creato la Carta, di cui ho una copia. Se si legge la Carta delle Nazioni Unite, si trova che il Preambolo della Carta si differenzia dai suoi articoli. Come è venuto alla luce? Tutti coloro che parteciparono alla Conferenza di San Francisco del 1945, parteciparono alla creazione del Preambolo, ma essi lasciarono gli Articoli ed i regolamenti interni per le procedure del cosi-detto Consiglio di Sicurezza agli esperti, specialisti e nazioni interessate, che erano quelle nazioni le quali hanno fondato il Consiglio di Sicurezza e si unirono contro la Germania.

Il Preambolo è molto attraente, e nessuno si oppone ad esso, ma tutte le disposizioni che lo seguono sono in totale contraddizione con esso. Noi respingiamo tali disposizioni e non le sosteremmo mai, perché esse sono finite con la seconda guerra mondiale. Il Preambolo afferma che tutte le nazioni, piccole o grandi, sono uguali. Siamo uguali quando si tratta di seggi permanenti? No, non sono uguali. Il Preambolo afferma per iscritto che tutte le nazioni sono uguali sia piccole che grandi. Abbiamo il diritto di veto? Siamo uguali? Il Preambolo dice che abbiamo gli stessi diritti, indipendentemente dal fatto di essere grandi o piccole. Questo è ciò che si afferma e ciò che abbiamo concordato nel Preambolo. Così il veto contraddice la Carta. I seggi permanenti contraddicono la Carta. Noi non accettiamo nè riconosciamo il diritto di veto.

Il Preambolo della Carta stabilisce che la forza delle armi non dovrà essere usata, salvo che nell’interesse comune. Questo è il preambolo che concordammo e firmano, e abbiamo aderito alle Nazioni Unite perché volevamo che la Carta riflettesse ciò. Si dice che la forza armata deve essere utilizzata solo nel comune interesse di tutte le nazioni, ma cos’è successo da allora? Sessantacinque guerre sono scoppiate dopo l’istituzione delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza – 65 fin dalla loro creazione, con milioni di vittime in più rispetto alla seconda guerra mondiale. Sono quelle guerre,  l’aggressione e la forza che sono state utilizzate in quelle 65 guerre, nel comune interesse di tutti noi? No, esse erano nell’interesse di uno o tre o quattro paesi, ma non di tutte le nazioni.

Discuteremo se queste guerre erano nell’interesse di un paese o di tutte le nazioni. Ciò contraddice in modo flagrante la Carta delle Nazioni Unite che abbiamo firmato, e a meno che non agiamo in conformità con la Carta delle Nazioni Unite che abbiamo concordato, noi rifiuteremo tali azioni senza aver paura di parlare in maniera non diplomatica. Ora stiamo parlando del futuro delle Nazioni Unite e non ci dovrebbe essere ipocrisia nè diplomazia, perché ciò riguarda l’importante e vitale questione del futuro del mondo. E ‘stata l’ipocrisia che ha portato le 65 guerre dalla fondazione delle Nazioni Unite.

Il Preambolo afferma anche che se la forza armata dovesse essere utilizzata, deve essere una forza delle Nazioni Unite – in tal modo, l’intervento militare delle Nazioni Unite, con l’accordo congiunto delle Nazioni Unite, e non di uno o due o tre paesi che usano la forza armata. Le Nazioni Unite decideranno di andare in guerra per mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Dal momento dell’istituzione delle Nazioni Unite nel 1945, se vi è un atto di aggressione di un paese contro un altro, le Nazioni Unite dovrebbero scoraggiare e fermare di quell’atto.

Se un paese, la Libia per esempio, decidesse di esibire aggressione contro la Francia, allora l’intera organizzazione avrebbe risposto perché la Francia è uno Stato sovrano membro delle Nazioni Unite e noi tutti condividiamo la responsabilità collettiva di proteggere la sovranità di tutte le nazioni. Tuttavia 65 guerre di aggressione hanno avuto luogo senza che le Nazioni Unite facessero nulla per prevenirle.

Altre otto enormi e feroci guerre, le cui vittime ammontano a circa 2 milioni, sono state intraprese dagli Stati membri che godono di poteri di veto. I paesi che vorrebbero farci credere che cercano di mantenere la sovranità e l’indipendenza dei popoli, in realtà usano la forza di aggressione contro i popoli. Anche se ci piacerebbe credere che questi Paesi vogliono lavorare per la pace e la sicurezza nel mondo e proteggere i popoli, hanno invece fatto ricorso a guerre di aggressione e comportamento ostile. Godere del diritto di veto che essi stessi si sono concessi come membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, essi hanno iniziato delle guerre che hanno causato milioni di vittime.

Il principio di non-interferenza negli affari interni degli Stati è sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Nessun paese, dunque, ha il diritto di interferire negli affari di qualsivoglia governo, sia esso democratico o dittatoriale, socialista o capitalista, reazionario o progressista. Questa è responsabilità di ogni società: è una questione interna per il popolo del paese interessato. I senatori di Roma nominarono loro leader Giulio Cesare, come dittatore, perché era un bene per Roma in quel periodo.
Nessuno può dire della Roma di quei tempi che diede a Cesare il diritto di veto. Il veto non è menzionato nella Carta.

Abbiamo aderito alle Nazioni Unite perché abbiamo pensato che eravamo uguali, solo per scoprire che un paese può opporsi a tutte le decisioni che prendiamo. Chi ha dato i membri permanenti il loro stato nel Consiglio di Sicurezza? Quattro di loro se lo sono dati da soli. L’unico paese che noi abbiamo eletto in questa Assemblea a status di membro permanente nel Consiglio di Sicurezza è la Cina. Ciò è stato fatto democraticamente, ma gli altri seggi sono stati imposti su di noi non democraticamente attraverso una procedura dittatoriale effettuata contro la nostra volontà, e non dovremo accettarlo.

Le riforme del Consiglio di Sicurezza di cui abbiamo bisogno non è un aumento del numero dei membri, che farebbe solo peggiorare le cose. Per usare un’espressione comune, se si aggiunge più acqua, si ottiene di più fango. Si aggiungerebbe al danno la beffa. Aggiungere altri grossi paesi a questi già membri del Consiglio, peggiorerebbe le cose. Sarebbe la proliferazione delle super-potenze. Respingiamo pertanto l’aggiunta di altri seggi permanenti. La soluzione è di non avere più seggi permanenti, il che sarebbe molto pericoloso. L’aggiunta di ulteriori super-potenze schiaccerebbe i popoli dei piccoli e vulnerabili paesi del terzo mondo, che si stanno unendo in quello che è stato definito il gruppo dei 100 – 100 piccoli paesi riunitisi in un forum che un membro ha definito il Forum dei Piccoli Stati.

Questi paesi sarebbero schiacciati dai super-poteri dati agli ulteriori paesi di grandi dimensioni ammessi nel Consiglio di Sicurezza. Questa porta deve essere chiusa, la rifiutiamo categoricamente con forza. L’aggiunta di più seggi al Consiglio di sicurezza aumenterebbe la povertà, l’ingiustizia e la tensione a livello mondiale, così come la  grande competizione tra alcuni paesi come Italia, Germania, Indonesia, India, Pakistan, Filippine, Giappone, Brasile, Nigeria, Argentina, Algeria, Libia, Egitto, Repubblica Democratica del Congo, Sud Africa, Tanzania, Turchia, Iran, Grecia e Ucraina. Tutti questi paesi cercherebbero un seggio nel Consiglio di Sicurezza, che avrebbe tanti membri quasi quanto quelli dell’Assemblea Generale, il che avrebbe come risultato un’impraticabile competizione.

Quale soluzione ci può essere? La soluzione è per l’Assemblea Generale quella di adottare una risoluzione vincolante sotto la guida di Mr. Treki in base alla maggioranza dei membri dell’Assemblea senza tener conto delle considerazioni di nessun altro organo. La soluzione è quella di chiudere l’appartenenza nel Consiglio di Sicurezza ad altri Stati. Questa voce è all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale durante la sessione attuale presieduta dal Sig. Treki. L’adesione alle Unioni e il trasferimento dei mandati dovrebbe sostituire le altre proposte.

Dovremmo concentrarci sul raggiungimento della democrazia basata sull’uguaglianza degli Stati membri. Ci dovrebbe essere l’uguaglianza tra gli Stati membri ed i poteri, i mandati del Consiglio di Sicurezza dovrebbero essere trasferiti all’Assemblea Generale. L’adesione deve essere per le Unioni, non per gli Stati. L’aumento del numero degli Stati membri darebbe il diritto a un seggio a tutti i paesi, in conformità con lo spirito del Preambolo della Carta.

Nessun paese potrebbe negare un seggio nel Consiglio all’Italia, per esempio, se un seggio è stato assegnato alla Germania. L’Italia potrebbe dire che la Germania è stata una nazione aggressiva ed è stata sconfitta nella seconda guerra mondiale. Se diamo un seggio all’India, il Pakistan potrebbe dire che, anche lui è un paese nucleare e merita un posto a sedere, e questi due paesi sono in guerra. Questa sarebbe una situazione pericolosa. Se diamo un seggio Giappone, allora dovremmo darne uno anche all’Indonesia, il più grande paese musulmano del mondo. Allora la Turchia, l’Iran e l’Ucraina farebbero la stessa richiesta. Cosa dire dell’Argentina e del Brasile? La Libia merita un posto per il suo impegno al servizio della sicurezza internazionale, eliminando il suo programma di armi di distruzione di massa. Poi Sud Africa, Tanzania e Ucraina farebbero la stessa richiesta. Tutti questi paesi sono importanti. La porta verso l’adesione del Consiglio di Sicurezza dovrebbe essere chiusa.
Questo approccio è una menzogna, un trucco che è stato smascherato. Se vogliamo riformare le Nazioni Unite, allora il modo migliore non è certamente quello di creare altre super potenze. La soluzione è quella di promuovere la democrazia a livello del congresso generale del mondo, l’Assemblea Generale, alla quale andrebbero trasferiti i poteri del Consiglio di Sicurezza. Il Consiglio di Sicurezza diventerebbe lo strumento per l’attuazione delle decisioni prese dall’Assemblea Generale, che sarebbe il parlamento, l’assemblea legislativa, del mondo.
Questa assemblea è la nostra piazza democratica e il Consiglio di Sicurezza deve essere responsabile dinanzi ad essa; non dovremmo accettare la situazione attuale. Questi sono i legislatori dei Membri delle Nazioni Unite, e le loro risoluzioni dovrebbero essere vincolanti. È stato detto che l’Assemblea Generale dovrebbe fare tutto ciò che il Consiglio di Sicurezza raccomanda. Al contrario, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe fare tutto ciò che l’Assemblea Generale decide. Questo sono le Nazioni Unite, l’Assemblea che comprende 192 paesi. Non è il Consiglio di Sicurezza, che comprende solo 15 degli Stati membri.
Come possiamo essere felici della pace globale e della sicurezza se tutto il mondo è controllato da solo cinque paesi? Noi siamo 192 nazioni e paesi, e siamo come Speakers ‘Corner in London’s Hyde Park. Noi possiamo solo parlare e nessuno implementa le nostre decisioni. Siamo semplice ornamenti, senza alcuna vera sostanza. Siamo Speakers ‘Corner, né più né meno. Dobbiamo solo fare discorsi e poi scomparire. Questo è quello che siete in questo momento.

Una volta che il Consiglio di Sicurezza sarà diventato solo un organo esecutivo per le risoluzioni adottate dall’Assemblea Generale, non ci sarà alcuna concorrenza per l’adesione al Consiglio. Una volta che il Consiglio di Sicurezza sarà diventato lo strumento per attuare le risoluzioni dell’Assemblea Generale, non ci sarà bisogno di alcuna competizione. Il Consiglio di Sicurezza deve, semplicemente, rappresentare tutte le nazioni. In conformità con la proposta presentata all’Assemblea Generale, ci dovrebbero essere seggi permanenti al Consiglio di Sicurezza per tutte le Unioni e per tutti i raggruppamenti di paesi.

I 27 paesi dell’Unione europea dovrebbero avere un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza. I paesi dell’Unione Africana dovrebbe avere un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza. L’America Latina e i paesi dell’ASEAN dovrebbero avere seggi permanenti. La Federazione Russa e gli Stati Uniti d’America sono già membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. La Comunità di sviluppo dell’Africa australe (SADC), una volta che sia completamente stabilita, dovrebbe avere un seggio permanente. I 22 paesi della Lega Araba dovrebbero avere un seggio permanente. I 57 paesi della Conferenza Islamica dovrebbero avere un seggio permanente. I 118 paesi del Movimento dei Paesi Non Allineati dovrebbero avere un seggio permanente.
Poi c’è il G-100, forse i piccoli paesi dovrebbero anche avere un seggio permanente. Ai paesi non inclusi nelle Unioni, che ho citato, potrebbe forse essere assegnato un seggio permanente, per essere da esse occupati a rotazione ogni sei o dodici mesi. Penso a paesi come il Giappone e l’Australia che sono al di fuori di organizzazioni come l’ASEAN o come la Federazione russa che non è un membro del Parlamento europeo o latinoamericano o delle Unioni africane. Questa sarebbe una soluzione per loro, se l’assemblea generale votasse a favore di esso.

La questione è una di vitale importanza. Come già accennato, l’Assemblea Generale è il Congresso e il Parlamento del mondo, il leader del mondo. Ci sono le nazioni, e chiunque di fuori di questa Assemblea Generale non verrà riconosciuto. Il Presidente dell’Assemblea, il signor Ali Abdussalam Treki, e il Segretario Generale Ban Ki-moon produrranno un progetto legale e istituiranno i Comitati necessari per presentare questa proposta di voto: che d’ora in poi, il Consiglio di Sicurezza sarà composto dalle Unioni delle nazioni. In questo modo, avremo la giustizia e la democrazia, e non avremo più un Consiglio di Sicurezza composto da paesi che sono stati scelti perché hanno armi nucleari, grandi economie o tecnologie avanzate. Questo è terrorismo. Non possiamo permettere che il Consiglio di Sicurezza sia guidato da super-potenze, quello è terrorismo in sé e per sé.

Se vogliamo un mondo unito, sicuro e pacifico, questo è ciò che dovremmo fare. Se vogliamo rimanere in un mondo in guerra,  sta a voi decidere. Noi continueremo ad avere dei conflitti e lottare fino al Giorno del Giudizio o fine del mondo. Tutti i membri del Consiglio di Sicurezza dovrebbero avere il diritto di esercitare il veto, altrimenti dovremmo eliminare l’intero concetto di diritto di veto con questa nuova formazione del Consiglio. Questo sarebbe un vero e proprio Consiglio di Sicurezza. Secondo le nuove proposte presentate all’Assemblea Generale, sarà un consiglio esecutivo sotto il controllo dell’Assemblea Generale, che avrà il potere reale di fare tutte le regole.

In questo modo, tutti i paesi saranno in condizioni di parità nel Consiglio di Sicurezza così come lo sono nell’Assemblea Generale. Nell’Assemblea Generale siamo tutti trattati allo stesso modo quando si tratta di adesione e di voto. Dovrebbe essere lo stesso nel Consiglio di Sicurezza. Attualmente, un paese ha il diritto di veto, un altro paese non ha un diritto di veto, un paese ha una seggio permanente, un altro paese non ha un seggio permanente. Non dobbiamo accettare questo, né dovremmo accettare qualsiasi risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza nella sua attuale composizione. Eravamo sotto amministrazione fiduciaria; siamo stati colonizzati, e ora siamo indipendenti. Siamo qui oggi per decidere il futuro del mondo nella maniera democratica che manterrà la pace e la sicurezza di tutte le nazioni, grandi e piccole, come uguali. Altrimenti, è terrorismo, infatti terrorismo non è solo Al Qaeda ma infatti esso può assumere anche altre forme.

Noi dovremmo essere guidati soltanto dalla maggioranza dei voti nell’Assemblea Generale. Se l’Assemblea Generale adotta una decisione con il voto, poi i suoi desideri devono essere rispettati e la sua decisione deve essere eseguita. Nessuno è al di sopra l’Assemblea Generale; chi dice di essere al di sopra della Assemblea dovrebbe lasciare le Nazioni Unite e stare da solo per suo conto. La democrazia non è per i ricchi , per i più potenti o per chi pratica il terrorismo. Tutte le nazioni dovrebbero essere e devono essere viste in condizioni di parità.

Allo stato attuale, il Consiglio di Sicurezza è la sicurezza del feudalesimo, feudalesimo politico per costoro che hanno seggi permanenti, protetti da loro e usati contro di noi. Dovrebbe essere chiamato, non il Consiglio di Sicurezza, ma il Consiglio del Terrore. Nella nostra vita politica, se hanno bisogno di usare il Consiglio di Sicurezza contro di noi, vanno al Consiglio di Sicurezza. Se non hanno bisogno di usarlo contro di noi, ignorano il Consiglio di Sicurezza. Se hanno un interesse a promuovere, un’ascia da affilare, rispettano e glorificano la Carta delle Nazioni Unite, per poi andare al Capitolo VII della Carta e usarlo contro le nazioni povere. Se, invece, volevano violare la Carta, la ignorano come se non esistesse affatto.

Se il diritto di veto dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza è dato a coloro che hanno il potere, questo è l’ingiustizia e il terrorismo che non dovrebbero essere tollerate da noi. Non dobbiamo vivere all’ombra di questa ingiustizia e di questo terrore.

Le super-potenze hanno complicato gli interessi globali, e usano il veto per proteggere i propri interessi. Per esempio, nel Consiglio di Sicurezza, usano il potere delle Nazioni Unite per proteggere i loro interessi e per terrorizzare e intimidire il Terzo Mondo, facendolo vivere sotto l’ombra del terrore.

Fin dall’inizio, da quando è stato fondato nel 1945, il Consiglio di Sicurezza non è riuscito a garantire la sicurezza. Al contrario, ha fornito terrore e sanzioni. Viene usato solo contro di noi. Per questo motivo, noi non saremo più impegnati ad attuare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dopo questo discorso, che segna il 40° anniversario.

Sessantacinque guerre sono scoppiate: o la lotta tra i paesi più piccoli o le guerre di aggressione scatenate contro di noi dalle super-potenze. Il Consiglio di Sicurezza, in chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite, non è riuscito a prendere provvedimenti per fermare queste guerre o atti di aggressioni contro le piccole nazioni e i loro popoli.

L’Assemblea Generale voterà una serie di proposte storiche. O si agisce come un unico corpo o saremo frammentati. Se ogni nazione dovesse avere la propria versione dell’Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza e degli strumenti vari ci sarebbe  una condizione di parità e le Potenze che attualmente riempiono i seggi permanenti sarebbero limitate ad usare questi poteri all’interno dei loro stessi confini, che siano tre o quattro di loro, potranno esercitare i loro diritti solamente contro se stessi. Questo non deve essere motivo di preoccupazione per noi.

Se vogliono mantenere i loro seggi permanenti, va bene; quei seggi permanenti non saranno motivo di preoccupazione per noi. Non ci sottometteremo mai al loro controllo, o al potere di veto che è stato loro concesso. Noi non siamo così sciocchi da dare il diritto di veto alle super potenze in modo che esse ci possano trattare come cittadini di seconda classe e come nazioni emarginate. Non siamo noi ad aver deciso che quei paesi fossero le super potenze e le nazioni con il potere di agire per conto degli altri 192 paesi.
Dovreste essere pienamente consapevoli che siamo ignorando le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza perché quelle risoluzioni sono utilizzate esclusivamente contro di noi e non contro le super-potenze che hanno i seggi permanenti e il diritto di veto. Queste Potenze non usano mai alcuna risoluzione contro se stesse.

Esse sono, comunque, utilizzate contro di noi. Tale utilizzo ha trasformato le Nazioni Unite in una parodia di se stessa e ha generato guerre e violazioni della sovranità degli Stati indipendenti. Ha portato a crimini di guerra e genocidi. Tutto questo è in violazione della Carta delle Nazioni Unite.
Dal momento che nessuno presta attenzione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ogni paese e comunità ha stabilito il proprio consiglio di sicurezza, e il Consiglio di Sicurezza qui è rimasto isolato…

L’Unione Africana ha già stabilito il proprio consiglio di pace e sicurezza, l’Unione Europea ha già stabilito un consiglio di sicurezza, ed i paesi asiatici hanno già stabilito il proprio consiglio di sicurezza. Ben presto, l’America Latina avrà un proprio Consiglio di Sicurezza così come le 120 nazioni non allineate.

Questo significa che abbiamo già perso la fiducia nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che non ci ha fornito nessuna sicurezza, ed è per questo che ora stiamo creando nuovi consigli di sicurezza regionali.

Noi non siamo impegnati ad obbedire alle regole o alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU, nella sua forma attuale, perché è antidemocratico, dittatoriale e ingiusto. Nessuno può costringerci a entrare nel Consiglio di Sicurezza o ad obbedire o conformarci alle risoluzioni o agli ordini impartiti dal Consiglio di Sicurezza nella sua attuale composizione.

Inoltre, non c’è rispetto per le Nazioni Unite e nessun riguardo per l’Assemblea Generale, che è in realtà la vera componente delle Nazioni Unite, e le cui risoluzioni non sono vincolanti. Le decisioni della Corte Internazionale di Giustizia, l’organo giudiziario internazionale, prende di mira solamente i piccoli paesi e le nazioni del Terzo Mondo. I paesi più potenti sfuggono sempre all’attenzione della Corte. Oppure, se vengono prese decisioni giudiziarie nei confronti di questi paesi potenti, non vengono applicate.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) è un’agenzia importante nell’ambito delle Nazioni Unite. I paesi più potenti, tuttavia, non hanno responsabilità verso essa né si trovano sotto la sua giurisdizione. Abbiamo scoperto che l’AIEA viene utilizzata solamente contro di noi. Ci viene detto che si tratta di un’organizzazione internazionale, ma, se questo fosse vero, allora tutti i paesi del mondo dovrebbero essere sotto la sua giurisdizione. Se non è veramente internazionale, allora appena finito questo discorso non dobbiamo più accettarla e dovremmo chiuderla.

Mr. Treki, in qualità di Presidente dell’Assemblea Generale, dovrebbe parlare con il direttore generale dell’AIEA, il Sig. ElBaradei, e dovrebbe chiedergli se è disposto a verificare l’accumulo di energia nucleare in tutti i paesi e di controllare tutti gli aumenti sospetti. Se dice di sì, allora noi accettiamo la giurisdizione dell’Agenzia. Ma se lui dice che non può andare in alcuni paesi che hanno centrali nucleari e che non ha alcuna giurisdizione su di loro, allora noi dovremmo chiudere l’Agenzia e non presentaci sotto la sua giurisdizione.
Per vostra informazione, ho chiamato ElBaradei quando abbiamo avuto il problema della bomba nucleare libica. Ho chiamato ElBaradei e gli chiesi se gli accordi con il super-potenze di ridurre le forniture nucleari sono state sottoposte al controllo e all’ispezione dell’Agenzia, e se fosse a conoscenza di un aumento nella loro attività. Mi ha detto che non era in grado di poter chiedere un’ispezione alle super potenze.

Quindi, l’Agenzia ispeziona solamente noi? Se è così, non si qualifica come organizzazione internazionale, dal momento che è selettiva, proprio come il Consiglio di Sicurezza e la Corte Internazionale di Giustizia. Questo non è equo e non né neppure da Nazioni Unite. Noi rigettiamo del tutto questa situazione.

Per quanto riguarda l’Africa, signor Presidente, indipendentemente dal fatto che le Nazioni Unite siano riformate o no, e anche prima di qualsiasi votazione su eventuali proposte di carattere storico, l’Africa dovrebbe avere un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza ora, dato che ha già aspettato troppo a lungo.

Lasciando da parte la riforma delle Nazioni Unite, possiamo certamente dire che l’Africa è stata colonizzata, isolata, perseguitata e usurpata dei suoi diritti. La sua gente è stata schiavizzata e trattata come animali, e il suo territorio fu colonizzato e posto sotto amministrazione fiduciaria. I paesi dell’Unione Africana meritano un seggio permanente. Si tratta di un debito del passato che deve essere pagato e non ha nulla a che fare con la riforma delle Nazioni Unite. È una questione prioritaria ed è all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale. Nessuno può dire che l’Unione Africana non meriti un seggio permanente.

Chi può discutere questa proposta? Sfido chiunque a creare un caso contro di essa. Dove è la prova che l’Unione Africana o il continente africano non meriti un seggio permanente? Nessuno può negare questo.
Un’altra questione che dovrebbe essere votata nell’Assemblea Generale è quella di compensazione per i paesi che furono colonizzati, in modo da impedire che la colonizzazione di un continente, l’usurpazione dei suoi diritti e il saccheggio delle sue ricchezze si verifichino nuovamente.

Perché gli africani vanno in Europa? Perché gli asiatici vanno in Europa? Perché i latinoamericani vanno in Europa? Perché l’Europa ha colonizzato quei popoli e ha rubato le risorse materiali e umane dell’Africa, Asia e America Latina – il petrolio, minerali, uranio, oro e diamanti, la frutta, verdura e bestiame e le persone – e li hanno usati. Ora, le nuove generazioni di asiatici, latinoamericani e africani stanno cercando di recuperare quella ricchezza rubata, in quanto hanno il diritto di farlo.

Al confine con la Libia, recentemente ho fermato 1.000 migranti africani diretti verso l’Europa. Ho chiesto loro perché stavano andando lì. Mi hanno detto che volevano riprendersi la ricchezza che gli era stata rubata – e che se non fosse stato per questo non sarebbero mai partiti. Chi può ripristinare la ricchezza che è stata presa da noi? Se si decide di ripristinare tutta questa ricchezza, non ci sarà più immigrazione dalle Filippine, dall’America Latina, dall’India e dalle Mauritius. Cerchiamo di riavere la ricchezza che ci è stata rubata. L’Africa merita 777.000 miliardi dollari di risarcimento da parte dei paesi che la colonizzarono. Gli Africani richiederanno tale importo, e se non lo riceveranno, se ne andranno da dove quei trilioni di dollari sono stati presi. Hanno il diritto di farlo. Devono seguire quei soldi per riportarli indietro.
Perché non c’è immigrazione libica verso l’Italia, anche se la Libia è così vicina? L’Italia ha pagato il compenso dovuto al popolo libico. Ha accettato il fatto e firmato un accordo con la Libia, che è stato adottato sia dal Parlamento italiano che da quello libico. L’Italia ha ammesso che la sua colonizzazione della Libia era sbagliata e che non dovrà mai più essere ripetuta, e ha promesso di non attaccare il popolo libico da terra, aria o mare. L’Italia ha anche accettato di fornire alla Libia 250 di dollari milioni all’anno a titolo di risarcimento per i prossimi 20 anni e per costruire un ospedale per i libici mutilati come risultato mine piantate in territorio libico durante la seconda guerra mondiale. L’Italia si è scusata ed ha promesso che non occuperà mai più il territorio di un altro paese. L’Italia, che era un regno durante il regime fascista e ha datto ricchi contributi alla civiltà, dovrebbe essere lodata per questo risultato, insieme al Primo Ministro Berlusconi e al suo predecessore, che diede il proprio contributo a riguardo.
Perché il Terzo Mondo sta chiedendo compensazione? Perché così non ci saranno più colonizzazioni – in modo che i paesi grandi e potenti non colonizzeranno più, sapendo che dovranno pagare un risarcimento. La colonizzazione dovrebbe essere punita. I paesi che hanno danneggiato gli altri popoli durante l’epoca coloniale, dovrebbero pagare un risarcimento per i danni e le sofferenze inflitte sotto il loro dominio coloniale.

C’è un altro punto che vorrei far notare. Tuttavia, prima di farlo – e affrontando un tema in qualche modo sensibile – vorrei iniziare con una parte. Noi africani sono davvero felici e orgogliosi che un figlio dell’Africa, sia ora Presidente degli Stati Uniti d’America. Questo è un evento storico. Ora, in un paese dove un tempo i neri non potevano mescolarsi con i bianchi, in bar o ristoranti, o sedersi accanto a loro su un autobus, il popolo americano ha eletto come loro presidente un giovane nero, Obama, di origini del Kenya. Questa è una cosa meravigliosa, e ne siamo orgogliosi. Ciò segna l’inizio di un cambiamento. Tuttavia, per quanto mi riguarda, Obama è un sollievo temporaneo per i prossimi quattro o otto anni. Ho paura che dopo torneremo al punto di partenza. Nessuno può garantire come l’America verrà governata dopo Obama.

Saremmo contenti se Obama potesse rimanere Presidente degli Stati Uniti d’America per sempre. L’affermazione che ha appena fatto dimostra come egli è completamente diverso da qualsiasi presidente americano che abbiamo visto. I presidenti americani ci hanno minacciato con ogni sorta di arma, dicendo che ci avrebbero inviato Desert Storm, Grapes of Wrath, Rolling Thunder e rose velenose per i bambini libici. Questo è stato il loro approccio. I presidenti americani ci hanno minacciato con operazioni come Rolling Thunder inviato al Viet Nam, Desert Storm inviato in Iraq, Moschettiere inviato in Egitto nel 1956, anche se l’America si oppone, e le rose velenose hanno raggiunto i bambini libici per colpa di Reagan. Potete immaginare? Si sarebbe pensato che i presidenti di un grande paese con un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza e il diritto di veto ci avrebbe protetto e ci avrebbe regalato la pace. E cosa abbiamo ottenuto invece? Bombe a guida laser trasportate contro di noi a bordo degli aerei F-111. Questo è stato il loro approccio: noi guideremo il mondo, che vi piaccia o no, e puniremo tutti coloro che si opporranno a noi.

Ciò che il nostro figlio Obama, ha detto oggi è completamente diverso. Ha fatto un appello serio per il disarmo nucleare, che noi applaudiamo. Ha anche detto che l’America da sola non può risolvere i problemi che dobbiamo affrontare e che il mondo intero dovrebbe unirsi insieme per riuscirci. Ha detto che dobbiamo fare di più di quanto stiamo facendo ora, cioè fare di più che non soltanto semplici discorsi. Siamo d’accordo con questo e lo applaudiamo. Ha detto che dobbiamo venire alle Nazioni Unite per poter parlare uno contro l’altro. É vero che quando veniamo qui, dovremmo comunicare con gli altri in condizioni di parità. Ed egli disse che la democrazia non dovrebbe essere imposta dall’esterno. Fino a poco tempo, i presidenti americani hanno detto che la democrazia deve essere imposta in Iraq e in altri paesi. Ha detto che si trattava di un affare interno. Ha detto il vero quando ha detto che la democrazia non può essere imposta dall’esterno.

Quindi dobbiamo essere prudenti. Prima di fare delle osservazioni sensibili, prendo atto del fatto che il mondo intero ha così tante polarità. Ascoltate: dobbiamo avere un mondo con tutte queste polarità? Non possiamo avere le nazioni in condizioni di parità? Cerchiamo di avere una risposta. Qualcuno ha una risposta se è meglio avere un mondo con così tante polaritài? Perché non possiamo avere l’uguaglianzai? Dobbiamo avere dei patriarchi? Dobbiamo avere dei Papa? Dobbiamo avere delle divinità?

Perché abbiamo un mondo con così tante polarità? Noi rifiutiamo questo mondo e chiediamo un mondo in cui grandi e piccoli siano uguali.

L’altro punto sensibile è la sede delle Nazioni Unite. Potrei avere la vostra attenzione, per favore? Tutti voi siete arrivanti passando attraverso l’Oceano Atlantico, l’Oceano Pacifico, attraversando il continente asiatico e il continente africano per raggiungere questo luogo. Perché? É questa Gerusalemme? É questo il Vaticano? É questa la Mecca? Tutti voi siete stanchi, hanno il jet lag, e sono notti insonni. Siete molto stanchi, e poco freschi fisicamente. Qualcuno è appena arrivato ora, dopo 20 ore di volo. Allora noi vogliamo che faccia un discorso parlare di questo.

Tutti voi siete addormentati, siete tutti stanchi. È chiaro che siete privi di energia a causa del dover fare un lungo viaggio. Perché lo facciamo? Alcuni dei nostri paesi sono in notturna e la gente è addormentata. Ora dovreste dormire, perché il vostro orologio biologico, la vostra mente biologico è abituata a dormire in questo momento. Mi sveglio alle 4.00 AM ora di New York, prima dell’alba, perché in Libia sono le 11.00 del mattino. Quando mi sveglio alle 11.00 si suppone sia di giorno; alle ore 4.00 AM sono sveglio.

Perché? Pensateci. Se questo è stato deciso nel 1945, dobbiamo ancora mantenerlo? Perché non possiamo pensare ad un luogo che è nel mezzo, che è comodo?

Un altro punto importante è che l’America, il paese ospitante, sopporta le spese e cura la sede alla fine delle missioni diplomatiche e si occupa della pace e della sicurezza dei capi di Stato che vengono qui. Sono molto severi, spendono un sacco di soldi, New York e l’America sono molto rigide.

Io voglio alleviare l’America da questo disagio. Dobbiamo ringraziare l’America, diciamo all’America, grazie per tutti gli oneri che hai preso su di té. Diciamo grazie America. Vogliamo contribuire a rassicurare l’America e New York e tenerli calmi. Essi non dovrebbero avere la responsabilità di prendersi cura della sicurezza. Forse un giorno un terrorista potrebbe provocare un’esplosione o bombardare un presidente. Questo posto è nel mirino di Al-Qaeda, questo edificio. Perché non è stato colpito l’11 settembre? É stato al di là del loro potere. Il prossimo obiettivo potrebbe essere questo posto. Non sto dicendo questo in modo sbrigativo. Abbiamo decine di membri di Al-Qaeda detenuti nelle carceri libiche. Le loro confessioni sono molto spaventose. Fanno vivere l’America sotto pressione. Nessuno può sapere cosa succederà. Forse l’America o questo luogo saranno bersagliati di nuovo da un razzo. Forse decine di capi di Stato moriranno. Noi vogliamo alleggerire l’America da questa preoccupazione. Noi dovremo scegliere un posto che non è sotto bersaglio.

Ora, dopo 50 anni la sede delle Nazioni Unite dovrebbe essere trasferita in un’altra parte dell’emisfero. Dopo 50 anni nell’emisfero occidentale, per i prossimi 50 anni dovrebbe essere nell’emisfero orientale o nell’emisfero centrale, a rotazione. Ora, con 64 anni abbiamo un extra di 14 anni oltre i 50 che dovrebbero essere quelli stabiliti per spostare la sede in un’altra zona.

Questo non è un insulto all’America, è un servizio in America. Dobbiamo ringraziare l’America. Ciò è stato possibile nel 1945, ma non dovremmo accettarlo ora. Naturalmente questo dovrebbe essere messo ai voti all’Assemblea Generale – solo in Assemblea, perché nella sezione 23 dell’Accordo Sulla Sede si dice che la sede delle Nazioni Unite può essere spostata in un’altra posizione solo da una risoluzione dell’Assemblea Generale. Se il 51 per cento dell ‘Assemblea approva il trasferimento della sede, allora può essere spostata.

L’America ha il diritto di prendere rigide misure di sicurezza, perché è nel mirino dei terroristi e di Al-Qaeda. L’America ha il diritto di prendere tutte le misure di sicurezza, non siamo incolpando l’America per questo. Tuttavia, noi non tolleriamo queste misure. Non c’è bisogno di venire a New York ed essere sottoposti a tutte queste misure. Un presidente mi ha detto che gli era stato detto che il suo co-pilota non dovrebbe venire in America perché ci sono restrizioni. Mi ha chiesto come poteva attraversare l’Atlantico senza un co-pilota. Perché? Egli non ha bisogno di venire qui. Un altro presidente si lamentava che la sua guardia d’onore non poteva venire perché c’è stato un malinteso riguardo al suo nome quando si è trattato di concedere un visto. Un altro presidente ha detto che il suo medico non riusciva a ottenere un visto e non poteva venire in America.

Le misure di sicurezza sono molto rigide. Se un paese ha qualche problema con l’America, essi  allestiranno le restrizioni ai movimenti delle delegazioni membro, come se si fosse a Guantanamo. È questo uno Stato membro delle Nazioni Unite, o è un prigioniero nel campo di Guantanamo, a cui non si può concedere la libera circolazione?

Questo è ciò che è sottoposto ai voti dell’Assemblea Generale e cioè spostare il quartier generale. Se il 51 per cento sarà d’accordo, allora si potrà passare alla seconda votazione: scegliere fra la parte centrale del globo o quella orientale. Se diciamo che dobbiamo spostare il quartier generale al centro dell’emisfero, perché non trasferirci a Sirte o Vienna? Lì si può entrare anche senza visto. Una volta che si arriva come presidente, la Libia è un paese sicuro. Non abbiamo intenzione di limitarvi a 100 o 500 metri. La Libia non ha azioni ostili contro nessuno. Penso che lo stesso valga per Vienna.

Se il voto dice che dovremmo spostare la sede verso la parte orientale, allora sarà Delhi o Pechino, la capitale della Cina o quella dell’India ..

Questa è logica, fratelli miei. Non credo ci saranno obiezioni a questo. Poi mi ringrazierete per questa proposta, per aver eliminato la sofferenza e la fatica di 14, 15 o 20 ore di volo per venire qui. Nessuno può accusare l’America o dire che l’America ridurrà il suo contributo alle Nazioni Unite. Nessuno dovrebbe avere quel cattivo pensiero. L’America, ne sono certo, si impegna ai suoi obblighi internazionali. L’America non sarà arrabbiata, ma vi ringrazierà per aver alleggerito i suoi oneri, per la presa di tutte le avversità e di tutte le restrizioni, anche se questo posto è nel mirino dei terroristi.

Veniamo ora alle questioni che saranno prese in considerazione dall’Assemblea Generale. Stiamo per mettere le Nazioni Unite sotto processo, la vecchia organizzazione non ci sarà più e una nuovo emergerà. Questa non è una riunione normale. Anche il figlio Obama ha detto che questo non è un incontro normale. È un incontro storico.

Le guerre che hanno avuto luogo dopo l’istituzione delle Nazioni Unite – perché sono avvenute? Dov’era il Consiglio di Sicurezza, dov’era la Carta, dov’erano le Nazioni Unite? Ci dovrebbero essere delle indagini e un intervento giudiziario. Perché ci sono stati dei massacri? Possiamo iniziare con la guerra di Corea, perché ha avuto luogo dopo l’istituzione delle Nazioni Unite. Come è stata fatta scoppiare una guerra e causare milioni di vittime? Le armi nucleari sarebbero potute venir utilizzate in quella guerra. Coloro che sono responsabili di aver causato la guerra dovrebbero essere cercati e dovrebbero pagare un risarcimento danni.

Poi arriviamo alla guerra del Canale di Suez del 1956. Questo file deve essere ampiamente riaperto. Tre paesi con seggi permanente al Consiglio di Sicurezza e con il diritto di veto nel Consiglio hanno attaccato un membro di questa Assemblea Generale. Un paese sovrano – l’Egitto – è stato attaccato, il suo esercito è stato distrutto, migliaia di egiziani sono stati uccisi e molte città ed entità egiziane sono state distrutte, e tutto questo solamente perché l’Egitto voleva nazionalizzare il Canale di Suez. Com’è potuta accedere una cosa del genere nell’era delle Nazioni Unite e della sua Carta? Come è possibile garantire che una cosa del genere non si ripeta se non facendo pagare ammenda per gli errori del passato? Erano entrambi eventi pericolosi e sia la questione del Canale di Suez che quella dei file guerra di Corea dovrebbero essere riaperte.

Poi si arriva alla guerra del Vietnam. Ci sono state 3 milioni di vittime in quella guerra. Durante 12 giorni, sono state sganciate più bombe che durante quattro anni di Seconda Guerra Mondiale. Fu una guerra feroce, e si svolse dopo l’istituzione delle Nazioni Unite e dopo che avevamo deciso che non ci sarebbero state più guerre.

C’è in gioco il futuro dell’umanità. Non possiamo rimanere in silenzio. Come possiamo sentirci al sicuro? Come possiamo essere compiacenti? Questo è il futuro del mondo, e noi che siamo in seno all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dobbiamo assicurarci che tali guerre non si ripetano in futuro.

Poi è stata attaccata Panama, nonostante fosse uno Stato Membro indipendente dell’Assemblea Generale. Quattromila persone furono uccise, e il Presidente di quel paese fu fatto prigioniero e messo in prigione. Noriega dovrebbe essere rilasciato – si dovrebbe riaprire quel file. Come si può autorizzare un paese che è membro delle Nazioni Unite a fare la guerra contro un altro paese e catturare il suo presidente, trattarlo come un criminale per metterlo in prigione? Chi accetterebbe questo? Potrebbe essere ripetuto. Non dobbiamo stare tranquilli. Dovremmo aprire un’inchiesta. Ognuno di noi fra gli Stati Membri potrebbe dover affrontare la stessa situazione, soprattutto se tale aggressione proviene da uno Stato Membro con un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza e con la responsabilità di mantenere la pace e la sicurezza in tutto il mondo.
Poi ci fu la guerra in Grenada. Quel paese è stato invaso nonostante fosse uno Stato Membro. Fu attaccato da 5.000 navi da guerra, 7.000 soldati e decine di aerei militari, ed è il paese più piccolo del mondo. Ciò è avvenuto dopo l’istituzione delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza con il suo veto. E il presidente di Grenada, il signor Maurice Bishop, è stato assassinato. Come può essere successo con impunità? É una tragedia. Come possiamo garantire che le Nazioni Unite siano buone o no, e se un determinato paese è buono o no? Possiamo essere sicuri o felici per il nostro futuro o no? Possiamo fidarci del Consiglio di Sicurezza o no? Possiamo fidarci delle Nazioni Unite o no?

Dobbiamo esaminare e investigare sul bombardamento della Somalia. La Somalia è uno Stato Membro delle Nazioni Unite. È un paese indipendente sotto il governo di Aidid. Vogliamo un’indagine. Perché è successo? Chi ha permesso che accadesse? Chi ha dato il via libera per attaccare quel paese?

Poi c’è l’ex Jugoslavia. Nessun paese era pacifico come la Jugoslavia, costruita passo dopo passo e pezzo per pezzo dopo essere stata distrutta da Hitler. L’abbiamo distrutta, come se stessimo facendo lo stesso lavoro di Hitler. Tito ha costruito tranquillo paese passo dopo passo e mattone dopo mattone e poi siamo arrivati ​​a spezzarlo per imperialistici interessi personali. Come possiamo essere compiacenti con ciò? Perché non possiamo essere soddisfatti? Se un paese tranquillo come la Jugoslavia ha dovuto subire tale tragedia, l’Assemblea Generale dovrebbe aprire un’indagine per decidere chi dovrà essere giudicato davanti alla Corte Penale Internazionale.

Poi abbiamo la guerra in Iraq – la madre di tutti i mali. Le Nazioni Unite dovrebbero indagare anche su questo. L’Assemblea Generale, presieduta dal Sig. Treki, dovrebbe indagare su questo. L’invasione dell’Iraq è stata una violazione della Carta delle Nazioni Unite. É stato fatto senza alcuna giustificazione da super-potenze con seggi permanente al Consiglio di Sicurezza. L’Iraq è un paese indipendente e uno Stato Membro dell’Assemblea Generale. Come hanno potuto quei paesi attaccare l’Iraq? Come previsto nella Carta, le Nazioni Unite avrebbero dovuto intervenire e fermare l’attacco.
Abbiamo parlato all’Assemblea Generale e abbiamo esortato ad utilizzare la Carta per fermare l’attacco. Noi eravamo contro l’invasione del Kuwait, e i paesi arabi hanno combattuto contro l’Iraq a fianco dei paesi stranieri in nome della Carta delle Nazioni Unite.
In un primo momento, la Carta è stata rispettata. La seconda volta quando abbiamo deciso di utilizzare la Carta per fermare la guerra contro l’Iraq, nessuno l’ha usata e il documento è stato ignorato. Perché è successo? Mr. Treki e l’Assemblea Generale dovrebbero indagare per stabilire se ci fosse qualche motivo per invadere l’Iraq. Perché le ragioni di questo attacco rimangono misteriose e ambigue, e potremmo affrontare lo stesso destino.
Perché l’Iraq è stato invaso? L’invasione per sé è stata una gravissima violazione della Carta delle Nazioni Unite, ed era sbagliata. C’è stato anche un massacro totale o genocidio. Più di 1,5 milioni di iracheni sono stati uccisi. Vogliamo portare il file iracheno davanti alla Corte Penale Internazionale (CPI), e vogliamo che vengano giudicato coloro che hanno commesso omicidi di massa contro il popolo iracheno.

È facile per Charles Taylor essere processato, o per Bashir o per Noriega. Questo è un lavoro facile. Sì, ma che dire di coloro che hanno commesso un omicidio di massa contro gli iracheni? Essi non possono essere processati? Non possono andare davanti alla CPI? Se la Corte non è in grado di accogliere la nostra richiesta, allora non dovremmo più accettarla. O si intende per tutti noi, grandi o piccoli, o altrimenti non dovremmo accettarla e dunque rifiutarla.
Chiunque commette un crimine di guerra può essere processato, ma non siamo bestiame o animali come quelli che vengono macellati per l’Eid. Abbiamo il diritto di vivere, e siamo pronti a combattere e difenderci. Abbiamo il diritto di vivere con dignità, sotto il sole e sulla terra, ma ci hanno già giudicato e abbiamo superato la prova.

Ci sono anche altre cose. Perché i prigionieri di guerra iracheni possono essere condannati a morte? Quando l’Iraq fu invaso e il presidente dell’Iraq preso era un prigioniero di guerra. Egli non sarebbe dovuto essere giudicato, non sarebbe dovuto essere impiccato. Quando la guerra era finita, lui sarebbe dovuto essere rilasciato. Vogliamo sapere perché un prigioniero di guerra sarebbe dovuto essere giudicato. Chi ha condannato il Presidente dell’Iraq a morte? C’è una risposta a questa domanda? Conosciamo l’identità del giudice che l’ha processato. Per quanto riguarda quelli che hanno legato il cappio intorno al collo del presidente il giorno del sacrificio e dell’impiccagione, queste persone indossavano delle maschere.
Come è potuto accadere in un mondo civilizzato? Questi erano i prigionieri di guerra di paesi civili in base al diritto internazionale. Come possono essere condannati a morte ed impiccati dei ministri del governo e un capo di Stato? Quelli che li hanno giudicati erano avvocati o membri di un sistema giudiziario?
Sapete cosa dice la gente? Dicono che i volti dietro le maschere fossero quelli del Presidente degli Stati Uniti e del primo ministro del Regno Unito e che furono loro che condannarono a morte il Presidente dell’Iraq.

Perché questi carnefici non mostrano le loro facce? Perché non conosciamo i loro ranghi? Perché non sappiamo se erano funzionari, giudici, soldati o medici? Come si è arrivati al punto di condannare a morte ed uccidere il Presidente di uno Stato Membro delle Nazioni Unite? Non conosciamo l’identità dei carnefici. Le Nazioni Unite hanno il dovere di rispondere a queste domande: chi ha eseguito la condanna a morte? Essi devono avere personalità giuridica e responsabilità ufficiali, dovremmo conoscere la loro identità ed essere a conoscenza della presenza di un medico e della natura di tutti i procedimenti giudiziari. Ciò sarebbe vero per un comune cittadino, figuriamoci per il presidente di uno Stato Membro delle Nazioni Unite che è stato messo a morte in quel modo.
Il mio terzo punto sulla guerra in Iraq si riferisce a Abu Ghraib. Questa è stata una disgrazia per l’umanità. So che le autorità degli Stati Uniti indagheranno su questo scandalo, ma neppure le Nazioni Unite devono ignorarlo. L’Assemblea Generale dovrebbe indagare su quest’evento. I prigionieri di guerra detenuti nella prigione di Abu Ghraib sono stati torturati, dei cani sono stati messi contro di loro, degli uomini sono stati violentati. Questo è senza precedenti nella storia della guerra. C’è stata sodomia, un peccato senza precedenti, mai commessi prima d’ora da aggressori o invasori. I prigionieri di guerra sono dei soldati, che sono stati violentati in carcere da uno Stato, membro permanente del Consiglio di Sicurezza. Questo va contro la civiltà e l’umanità. Non dobbiamo tacere, dobbiamo conoscere i fatti. Anche oggi, un quarto di milione di iracheni detenuti, uomini e donne, rimangono ad Abu Ghraib. Vengono maltrattati, perseguitati e violentati. Ci deve essere un’inchiesta.

Per quanto riguarda la guerra in Afghanistan, anche qui bisogna indagare. Perché siamo contro i talebani? Perché siamo contro l’Afghanistan? Chi sono i talebani? Se i talebani vogliono uno Stato religioso, va bene. Pensate al Vaticano. Il Vaticano rappresenta una minaccia per noi? No. Si tratta di un Stato religioso, ed è molto tranquillo. Se i talebani vogliono creare un emirato islamico, chi dice che questo li rende un nemico? C’è qualcuno che sostiene che Bin Laden fa parte dei Talebani o che lui è afgano? Bin Laden è uno dei talebani? No, non è dei Talebani e non è neppure afghano. I terroristi che hanno colpito New York City erano dei talebani? Erano dall’Afghanistan? Non erano né talebani, né afgani. Allora, qual’era la ragione per le guerre in Iraq e in Afghanistan?

Se io volessi ingannare i miei amici americani e britannici, io li incoraggerei ad inviare più truppe e li incoraggerei a continuare questo bagno di sangue. Ma non avranno mai successo né in Iraq né Afghanistan. Guardate cosa gli è successo in Iraq, che è un deserto. È nella montagnosa Afghanistan è ancora peggio. Se volessi ingannarli direi loro di continuare le guerre in Iraq e in Afghanistan. Ma no, io voglio salvare i cittadini degli Stati Uniti, del Regno Unito e degli altri paesi che stanno combattendo in Iraq e Afghanistan. Allora io dico loro: lasciate l’Afghanistan agli afghani, lasciate l’Iraq agli iracheni. Se vogliono combattere tra di loro, sono liberi di farlo.

L’America ha avuto la sua guerra civile, e nessuno ha interfito in essa. Ci sono state guerre civili in Spagna, in Cina e nei paesi di tutto il mondo – non c’è posto sulla Terra che non abbia conosciuto guerre civili. Lasciate che ci sia una guerra civile in Iraq. Se gli iracheni vogliono avere una guerra civile e lottare tra loro, va bene. Chi dice che se i talebani dovessero formare un governo allora sarebbero in possesso di missili intercontinentali o del tipo di aerei che hanno colpito New York? Quegli aerei sono forse decollati dall’Afghanistan o dall’Iraq? No, sono decollati da aeroporti americani. Allora, perché è stato l’Afghanistan ad essere colpito? I terroristi non erano talebani afghani o iracheni.

Perché restiamo in silenzio? Non dobbiamo mai essere diavoli della guerra: chi non dice la verità è un diavolo in silenzio. Siamo impegnati per la pace e per la sicurezza internazionale. Non vogliamo disprezzare o ridicolizzare il genere umano. Vogliamo salvare l’umanità.

In qualità di Presidente dell’Assemblea Generale, Ali Treki dovrebbe aprire un’indagine anche sui files degli omicidi oltre che a quelli di guerra. Chi ha ucciso Patrice Lumumba, e perché? Noi desideriamo semplicemente registrarlo negli annali della storia africana, vogliamo sapere comè stato assassinato un leader africano, un liberatore. Chi lo ha ucciso? Vogliamo che i nostri figli siano in grado di leggere la storia di come Patrice Lumumba, l’eroe della lotta di liberazione del Congo, è stato assassinato. Vogliamo conoscere i fatti, anche se son passati 50 anni. Questo è un file che dovrebbe essere riaperto.
E chi ha ucciso Segretario Generale Hammarskjöld? Che sparò al suo aereo nel 1961, e perché?

Poi, c’è l’omicidio del presidente degli Stati Uniti Kennedy nel 1963. Vogliamo sapere chi lo ha ucciso e perché. Ci fu qualcuno chiamato Lee Harvey Oswald, che è stato poi ucciso da un Jack Ruby. Perché l’ha ucciso? Jack Ruby, un israeliano, ha ucciso Lee Harvey Oswald, che uccise Kennedy. Perché questo israeliano uccise il killer di Kennedy? Poi Jack Ruby, l’assassino del killer di Kennedy, è morto in circostanze misteriose prima che potesse essere processato. Dobbiamo aprire i files. Il mondo intero sa che Kennedy voleva indagare sul reattore nucleare israeliano di Dimona. Questo incide sulla pace e sulla sicurezza internazionale e anche sulle armi di distruzione di massa. Ecco perché dobbiamo aprire il file.
Poi c’è l’omicidio di Martin Luther King, il reverendo nero e attivista dei diritti umani. Il suo omicidio è stato un complotto, e noi dovremmo sapere perché fu ucciso e chi lo ha ucciso.

Poi Khalil Wazir, o Abu Jihad, un palestinese, è stato attaccato. Viveva pacificamente in Tunisia, uno Stato Membro, la cui sovranità non è stata rispettata. Non possiamo tacere. Anche se i sottomarini e le navi sono state rilevate lungo le coste della Tunisia, dove è stato ucciso, nessuno è stato accusato o giudicato. Anche Abu Iyad fu ucciso, e dobbiamo sapere come è stato ucciso. È stato ucciso in circostanze ambigue. Nella Operation Spring della Gioventù, Kamal Nasser, un poeta, Kamal Adwan e Abu Youssef al Najjar, tre palestinesi sono stati uccisi in Libano, un paese che è un libero, sovrano e Stato Membro dell’Assemblea Generale. Sono stati attaccati e uccisi mentre dormivano pacificamente. Dobbiamo sapere chi li ha uccisi, e lui dovrebbe essere processato in modo che questi crimini contro l’umanità non si ripetano.
Abbiamo già parlato della dimensione della forza usata durante l’invasione di Grenada – 7.000 soldati, 15 navi da guerra e decine di bombardieri – e il Presidente Bishop è stato ucciso nonostante Grenada fosse uno Stato Membro. Questi sono crimini, e noi non possiamo tacere. Altrimenti, sembreremo delle bestie sacrificali. Noi non siamo animali. Anno dopo anno, siamo attaccati. Noi ci difendiamo, difendiamo i nostri figli e i nostri bambini, e non abbiamo paura. Abbiamo il diritto di vivere, e la Terra non è destinata alla violenza, ma a tutti noi. Non possiamo vivere in questa Terra  in tali umilianti condizioni. Quindi queste sono le guerre.
L’ultimo file è quello dei massacri. Nel massacro di Sabra e Shatila, 3.000 persone sono state uccise. Quella zona, sotto la protezione dell’esercito di occupazione israeliano, è stato luogo di un enorme e disastroso massacro in cui furono uccisi 3.000 palestinesi uomini, donne e bambini. Come possiamo rimanere in silenzio? Il Libano è uno Stato sovrano, un membro dell’Assemblea Generale è stato occupato, Sabra e Shatila sono state sotto il controllo israeliano, e poi è avvenuto il massacro.

Poi, nel 2008, ci fu il massacro a Gaza. Ci furono 1.000 donne e 2.200 bambini tra le vittime uccise nel massacro di Gaza nel 2008. Sessanta strutture delle Nazioni Unite e altri 30 costruzioni appartenenti a organizzazioni non governative sono state danneggiate. Cinquanta cliniche sono state distrutte. Quaranta medici e infermieri sono stati uccisi mentre svolgevano attività umanitarie. Questo è successo a Gaza nel dicembre 2008.

Gli autori sono ancora vivi, e dovrebbero essere processati dalla Corte Penale Internazionale (CPI). Dovremmo processare solamente i diseredati, i deboli ed i poveri di paesi del terzo mondo, e non le importanti e potenti figure? Secondo il diritto internazionale, esse dovrebbero affrontare un processo per le conseguenze dei crimini che hanno commesso. In caso contrario, il ruolo della Corte Penale Internazionale non sarà mai riconosciuto. Se le decisioni della Corte Penale Internazionale non sono rispettate o attuate, se l’Assemblea Generale e il Consiglio di Sicurezza non significano nulla, e se l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica lavora solo per alcuni paesi e organizzazioni, allora che cosa sono le Nazioni Unite? Significa che l’organizzazione delle Nazioni Unite è nulla ed insignificante. Dove si trova? Non c’è nessuna organizzazione delle Nazioni Unite.

Poi, mentre la pirateria dovrebbe essere un fenomeno di alto mare, una forma di terrorismo, si parla di pirateria in Somalia. I somali non sono pirati. Noi siamo i pirati. Siamo andati lì e abbiamo usurpato le loro zone economiche, il loro pesce e le loro ricchezze. Libia, India, Giappone e America – qualsiasi paese del mondo – noi tutti siamo pirati. Siamo tutti entrati nelle acque territoriali e nelle zone economiche della Somalia e abbiamo rubato. I somali stanno proteggendo il loro pesce, il loro sostentamento. Sono diventati pirati, perché stanno difendendo il cibo dei loro figli. Ora,cerchiamo di affrontare tale questione in modo sbagliato. Dovremmo inviare navi da guerra in Somalia? Dovremmo inviare navi da guerra ai pirati che hanno attaccato e sequestrato le zone economiche e la ricchezza dei somali e il cibo dei loro figli.

Ho incontrato i pirati, e ho detto loro che avrei negoziato un accordo tra loro e la comunità internazionale che rispetti le 200 miglia zona economica esclusiva in base alla legge del mare, che protegge tutte le risorse marine che appartengono al popolo somalo, e che ferma tutti i paesi dallo smaltimento dei rifiuti tossici lungo le coste somale. In cambio, i somali non attaccheranno più le navi. Proporremo tali progetto come un trattato internazionale e lo sottoporremo all’Assemblea Generale. Questa è la soluzione. La soluzione non sta nel mandare altre navi militari per combattere i somali. Non è quella la soluzione.

Stiamo affrontando i fenomeni della pirateria e del terrorismo nel modo sbagliato. Oggi c’è l’influenza suina. Forse domani ci sarà l’influenza di pesce, perché a volte produciamo virus controllandoli. Si tratta di una attività commerciale. Le società capitaliste producono virus in modo che possano poi generare e vendere vaccini. Questo è veramente vergognoso ed eticamente povero. Le vaccinazioni e le medicine non dovrebbero essere vendute. Nel Libro Verde, io sostengo che i medicinali non dovrebbero essere venduti né soggetti alla commercializzazione. I medicinali devono essere gratuiti e i vaccini dati gratuitamente ai bambini, ma le aziende capitalistiche producono i virus e le vaccinazioni e vogliono realizzare un profitto. Perché non sono gratuiti? Lo dovremmo dare gratuitamente, e non venderli. Il mondo intero dovrebbe sforzarsi di proteggere il nostro popolo, creare e produrre vaccini e darli gratuitamente a donne e bambini, e non trarre profitto da loro. Tutti questi elementi sono all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale, che deve solamente esercitare tale dovere.

La Convenzione di Ottawa sulle mine anti-uomo ne vieta la produzione. Questo è sbagliato. Le mine sono armi difensive. Se le piazzo lungo il confine del mio paese e qualcuno vuole invadermi, può essere ucciso. Questo è tutto giusto, perché mi stanno invadendo. La Convenzione dovrebbe essere riconsiderata. Io non sto piazzando l’arma difensiva in un altro paese. É Il nemico a venire da me. Sul sito di Al-Gheddafi, chiedo che il trattato venga modificato o annullato. Questo trattato dovrebbe essere modificato o annullato. Io voglio usare le mine anti-uomo per difendere la mia casa contro l’invasione. Eliminiamo le armi di distruzione di massa, non le mine, che sono armi difensive.

Per quanto riguarda la situazione palestinese, la soluzione dei due Stati è impossibile, non è pratica. Attualmente, questi due Stati si sovrappongono completamente. La partizione è destinata al fallimento. Questi due Stati non sono vicini, sono co-esistenti, sia in termini di popolazione che di geografia. Una zona di protezione non può essere creata tra i due Stati, perché ci sono mezzo milione di coloni israeliani in Cisgiordania e un milione di arabi palestinesi nel territorio conosciuto come Israele.

La soluzione è quindi uno Stato democratico senza fanatismo religioso o etnico. La generazione di Sharon e Arafat è finita. Abbiamo bisogno di una nuova generazione, in cui tutti possano vivere in pace. Guardate i giovani palestinesi e israeliani, entrambi vogliono la pace e la democrazia, e vogliono vivere sotto un unico Stato. Questo conflitto avvelena il mondo.

Il Libro Bianco in realtà ha la soluzione, e io lo tengo qui. La soluzione è Isratina. Gli arabi non hanno alcuna animosità o ostilità verso Israele. Siamo cugini e siamo della stessa razza. Vogliamo vivere in pace. I rifugiati devono ritornare.

Voi siete quelli che hanno portato l’Olocausto agli ebrei. Voi, non noi, siete quelli che li hanno bruciati. Noi abbiamo dato loro rifugio. Abbiamo dato loro rifugio sicuro durante l’epoca romana e durante il regno arabo in Andalusia e durante il governo di Hitler. Voi siete quelli che li hanno avvelenati, voi siete quelli che li hanno annientati. Noi abbiamo fornito loro protezione. Voi li avete espulsi. Diciamo la verità. Noi non siamo ostili, non siamo nemici degli ebrei. E un giorno gli ebrei avranno bisogno degli arabi. A quel punto, gli arabi saranno coloro che gli daranno protezione, per salvarli, come abbiamo fatto in passato. Guardate quello che tutti gli altri ha fatto agli ebrei. Hitler è un esempio. Voi siete quelli che odiano gli ebrei, non noi.
In breve, il Kashmir dovrebbe essere uno Stato Indipendente, non indiano né pakistano. Dobbiamo porre fine a quel conflitto. Kashmir dovrebbe essere uno Stato cuscinetto tra India e Pakistan.
Per quanto riguarda il Darfur, mi auguro davvero che l’assistenza fornita dalle organizzazioni internazionali possa essere utilizzata per progetti di sviluppo, per l’agricoltura, per l’industria e per l’irrigazione. Voi siete quelli scateneranno la crisi; voi l’avete voluto mette sull’altare, voi avete avuto sacrificare il Darfur in modo da poter interferire nei suoi affari interni.
Voi avete trasformato il problema Hariri in un problema delle Nazioni Unite. State vendendo il cadavere di Hariri. Volete solamente regolare i conti con la Siria. Il Libano è uno Stato indipendente, ha leggi, tribunali, un sistema giudiziario e ls polizia. In questa fase, non si stanno più cercando i colpevoli, il desiderio reale è quello di regolare i conti con la Siria, non garantire la giustizia per Hariri. Se il caso di Hariri merita tanta attenzione allora anche i casi di Khalil al-Wazir, Lumumba, Kennedy e Hammarskjöld avrebbero dovuto essere consegnati alle Nazioni Unite.

L’Assemblea Generale è ora sotto la presidenza della Libia. Questo è un nostro diritto. La Libia si augura voi aiuterete a fare la transizione da un mondo pieno di crisi e tensioni verso un mondo in cui l’umanità, la pace e la tolleranza possano prevalere. Io seguirò personalmente la questione con l’Assemblea Generale, con il presidente Treki e con il Segretario Generale. Non è nostra abitudine arrivare ad un compromesso quando si tratta del destino dell’umanità, delle lotte del terzo mondo e delle 100 piccole nazioni, che dovrebbero vivere sempre in pace.






English Version

On the 23rd September, 2009, the Leader of the Libyan Revolutionary Committees Movement, Colonel Mu’ammar al-Qadhafi, attended the United Nations General Assembly for the first time, and tore up the worthless United Nations Charter. Here is his full speech, translated to English.
Below is part 1 of the speech on video, bear in mind that the translation is “on-the-fly” and was not easy, also the audio was being cut off now and again, so the above transcript is the official version of the English language translation of his speech, which was released on his web site algathafi.org on October 1st, 2009.
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In the Name of God. In the name of the African Union, I would like to greet the members of the General Assembly of the United Nations, and I hope that this meeting will be among the most historic in the history of the world.In the name of the General Assembly at its sixty-fourth session, presided over by Libya, of the African Union, of one thousand traditional African kingdoms and in my own name, I would like to take this opportunity, as President of the African Union, to congratulate our son Obama because he is attending the General Assembly, and we welcome him as his country is hosting this meeting.This session is taking place in the midst of so many challenges facing us, and the whole world should come together and unite its efforts to defeat the challenges that are our principal common enemy — those of climate change and international crises such as the capitalist economic decline, the food and water crises, desertification, terrorism, immigration, piracy, man-made and natural epidemics and nuclear proliferation. Perhaps influenza H1N1 was a virus created in a laboratory that got out of control, originally being meant as a military weapon. Such challenges also include hypocrisy, poverty, fear, materialism and immorality.As is known, the United Nations was founded by three or four countries against Germany at the time. The United Nations was formed by the nations that joined together against Germany in the Second World War. Those countries formed a body called the Security Council, made its own countries permanent members and granted them the power of veto. We were not present at that time. The United Nations was shaped in line with those three countries and wanted us to step into shoes originally designed against Germany. That is the real substance of the United Nations when it was founded over 60 years ago.That happened in the absence of some 165 countries, at a ratio of one to eight; that is, one was present and eight were absent. They created the Charter, of which I have a copy. If one reads the Charter of the United Nations, one finds that the Preamble of the Charter differs from its Articles. How did it come into existence? All those who attended the San Francisco Conference in 1945 participated in creating the Preamble, but they left the Articles and internal rules of procedures of the so-called Security Council to experts, specialists and interested countries, which were those countries that had established the Security Council and had united against Germany.The Preamble is very appealing, and no one objects to it, but all the provisions that follow it completely contradict the Preamble. We reject such provisions, and we will never uphold them; they ended with the Second World War. The Preamble says that all nations, small or large, are equal. Are we equal when it comes to the permanent seats? No, we are not equal. The Preamble states in writing that all nations are equal whether they are small or large. Do we have the right of veto? Are we equal? The Preamble says that we have equal rights, whether we are large or small. That is what is stated and what we agreed in the Preamble. So the veto contradicts the Charter. The permanent seats contradict the Charter. We neither accept nor recognize the veto.The Preamble of the Charter states that armed force shall not be used, save in the common interest. That is the Preamble that we agreed to and signed, and we joined the United Nations because we wanted the Charter to reflect that. It says that armed force shall only be used in the common interest of all nations, but what has happened since then? Sixty-five wars have broken out since the establishment of the United Nations and the Security Council — 65 since their creation, with millions more victims than in the Second World War. Are those wars, and the aggression and force that were used in those 65 wars, in the common interest of us all? No, they were in the interest of one or three or four countries, but not of all nations.
We will talk about whether those wars were in the interest of one country or of all nations. That flagrantly contradicts the Charter of the United Nations that we signed, and unless we act in accordance with the Charter of the United Nations to which we agreed, we will reject it and not be afraid not to speak diplomatically to anyone. Now we are talking about the future of the United Nations. There should be no hypocrisy or diplomacy because it concerns the important and vital issue of the future of the world. It was hypocrisy that brought about the 65 wars since the establishment of the United Nations.

The Preamble also states that if armed force is used, it must be a United Nations force — thus, military intervention by the United Nations, with the joint agreement of the United Nations, not one or two or three countries using armed force. The entire United Nations will decide to go to war to maintain international peace and security. Since the establishment of the United Nations in 1945, if there is an act of aggression by one country against another, the entire United Nations should deter and stop that act.

If a country, Libya for instance, were to exhibit aggression against France, then the entire Organization would respond because France is a sovereign State Member of the United Nations and we all share the collective responsibility to protect the sovereignty of all nations. However, 65 aggressive wars have taken place without any United Nations action to prevent them. Eight other massive, fierce wars, whose victims number some 2 million, have been waged by Member States that enjoy veto powers. Those countries that would have us believe they seek to maintain the sovereignty and independence of peoples actually use aggressive force against peoples. While we would like to believe that these countries want to work for peace and security in the world and protect peoples, they have instead resorted to aggressive wars and hostile behavior. Enjoying the veto they granted themselves as permanent members of the Security Council, they have initiated wars that have claimed millions of victims.

The principle of non-interference in the internal affairs of States is enshrined in the Charter of the United Nations. No country, therefore, has the right to interfere in the affairs of any Government, be it democratic or dictatorial, socialist or capitalist, reactionary or progressive. This is the responsibility of each society; it is an internal matter for the people of the country concerned. The senators of Rome once appointed their leader, Julius Caesar, as dictator because it was good for Rome at that time. No one can say of Rome at that time that it gave Caesar the veto. The veto is not mentioned in the Charter.

We joined the United Nations because we thought we were equals, only to find that one country can object to all the decisions we make. Who gave the permanent members their status in the Security Council? Four of them granted this status to themselves. The only country that we in this Assembly elected to permanent member status in the Security Council is China. This was done democratically, but the other seats were imposed upon us undemocratically through a dictatorial procedure carried out against our will, and we should not accept it.

The Security Council reform we need is not an increase in the number of members, which would only make things worse. To use a common expression, if you add more water, you get more mud. It would add insult to injury. It would make things worse simply by adding more large countries to those that already enjoy membership of the Council. It would merely perpetuate the proliferation of super-Powers. We therefore reject the addition of any more permanent seats. The solution is not to have more permanent seats, which would be very dangerous. Adding more super-Powers would crush the peoples of small, vulnerable and third world countries, which are coming together in what has been called the Group of 100 — 100 small countries banding together in a forum that one member has called the Forum of Small States.

These countries would be crushed by super-Powers were additional large countries to be granted membership in the Security Council. This door must be closed; we reject it strongly and categorically. Adding more seats to the Security Council would increase poverty, injustice and tension at the world level, as well as great competition between certain countries such as Italy, Germany, Indonesia, India, Pakistan, the Philippines, Japan, Brazil, Nigeria, Argentina, Algeria, Libya, Egypt, the Democratic Republic of the Congo, South Africa, Tanzania, Turkey, Iran, Greece and Ukraine. All these countries would seek a seat on the Security Council, making its membership almost as large as that of the General Assembly and resulting in an impractical competition.

What solution can there be? The solution is for the General Assembly to adopt a binding resolution under the leadership of Mr. Treki based on the majority will of Assembly members and taking into account the considerations of no other body. The solution is to close Security Council membership to the admission of further States. This item is on the agenda of the General Assembly during the present session presided over by Mr. Treki. Membership through unions and the transference of mandates should supersede other proposals.

We should focus on the achievement of democracy based on the equality of Member States. There should be equality among Member States and the powers and mandates of the Security Council should be transferred to the General Assembly. Membership should be for unions, not for States. Increasing the number of States Members would give the right to all countries to a seat, in accordance with the spirit of the Preamble of the Charter.

No country could deny a seat in the Council to Italy, for instance, if a seat were given to Germany. For the sake of argument, Italy might say that Germany was an aggressive country and was defeated in the Second World War. If we gave India a seat, Pakistan would say that it, too, is a nuclear country and deserves a seat, and those two countries are at war. This would be a dangerous situation. If we gave a seat to Japan, then we should have to give one to Indonesia, the largest Muslim country in the world. Then Turkey, Iran and Ukraine would make the same claim. What could we say to Argentina or Brazil? Libya deserves a seat for its efforts in the service of world security by discarding its weapons of mass destruction programme. Then South Africa, Tanzania and Ukraine would demand the same. All of these countries are important. The door to Security Council membership should be closed.

This approach is a falsehood, a trick that has been exposed. If we want to reform the United Nations, bringing in more super-Powers is not the way. The solution is to foster democracy at the level of the general congress of the world, the General Assembly, to which the powers of the Security Council should be transferred. The Security Council would become merely an instrument for implementing the decisions taken by the General Assembly, which would be the parliament, the legislative assembly, of the world.

This Assembly is our democratic forum and the Security Council should be responsible before it; we should not accept the current situation. These are the legislators of the Members of the United Nations, and their resolutions should be binding. It is said that the General Assembly should do whatever the Security Council recommends. On the contrary, the Security Council should do whatever the General Assembly decides. This is the United Nations, the Assembly that includes 192 countries. It is not the Security Council, which includes only 15 of the Member States.

How can we be happy about global peace and security if the whole world is controlled by only five countries? We are 192 nations and countries, and we are like Speakers’ Corner in London’s Hyde Park. We just speak and nobody implements our decisions. We are mere decoration, without any real substance. We are Speakers’ Corner, no more, no less. We just make speeches and then disappear. This is who you are right now.

Once the Security Council becomes only an executive body for resolutions adopted by the General Assembly, there will be no competition for membership of the Council. Once the Security Council becomes a tool to implement General Assembly resolutions, there will be no need for any competition. The Security Council should, quite simply, represent all nations. In accordance with the proposal submitted to the General Assembly, there would be permanent seats on the Security Council for all unions and groups of countries.

The 27 countries of the European Union should have a permanent seat on the Security Council. The countries of the African Union should have a permanent seat on the Security Council. The Latin American and ASEAN countries should have permanent seats. The Russian Federation and the United States of America are already permanent members of the Security Council. The Southern African Development Community (SADC), once it is fully established, should have a permanent seat. The 22 countries of the Arab League should have a permanent seat. The 57 countries of the Islamic Conference should have a permanent seat. The 118 countries of the Non-Aligned Movement should have a permanent seat.

Then there is the G-100; perhaps the small countries should also have a permanent seat. Countries not included in the unions that I have mentioned could perhaps be assigned a permanent seat, to be occupied by them in rotation every six or twelve months. I am thinking of countries like Japan and Australia that are outside such organizations as ASEAN or like the Russian Federation that is not a member of the European or Latin American or African unions. This would be a solution for them if the General Assembly votes in favor of it.

The issue is a vitally important one. As has already been mentioned, the General Assembly is the Congress and Parliament of the world, the leader of the world. We are the nations, and anyone outside this General Assembly will not be recognized. The President of the Assembly, Mr. Ali Abdussalam Treki, and Secretary-General Ban Ki-moon will produce the legal draft and set up the necessary committees to submit this proposal to a vote: that from now on, the Security Council will be made up of unions of nations. In this way, we will have justice and democracy, and we will no longer have a Security Council consisting of countries which have been chosen because they have nuclear weapons, large economies or advanced technology. That is terrorism. We cannot allow the Security Council to be run by super-Powers; that is terrorism in and of itself.

If we want a world that is united, safe and peaceful, this is what we should do. If we want to remain in a world at war, that is up to you. We will continue to have conflict and to fight until doomsday or the end of the world. All Security Council members should have the right to exercise the veto, or else we should eliminate the whole concept of the veto with this new formation of the Council. This would be a real Security Council. According to the new proposals submitted to the General Assembly, it will be an executive council under the control of the General Assembly, which will have the real power and make all the rules.

In this way, all countries will be on an equal footing in the Security Council just as they are in the General Assembly. In the General Assembly we are all treated equally when it comes to membership and voting. It should be the same in the Security Council. Currently, one country has a veto; another country does not have a veto; one country has a permanent seat; another country does not have a permanent seat. We should not accept this, nor should we accept any resolution adopted by the Security Council in its current composition. We were under trusteeship; we were colonized; and now we are independent. We are here today to decide the future of the world in a democratic way that will maintain the peace and security of all nations, large and small, as equals. Otherwise, it is terrorism, for terrorism is not just Al Qaeda but can also take other forms.

We should be guided by the majority of the votes in the General Assembly alone. If the General Assembly takes a decision by voting, then its wishes should be obeyed and its decision should be enforced. No one is above the General Assembly; anyone who says he is above the Assembly should leave the United Nations and be on his own. Democracy is not for the rich or the most powerful or for those who practice terrorism. All nations should be and should be seen to be on an equal footing.

At present, the Security Council is security feudalism, political feudalism for those with permanent seats, protected by them and used against us. It should be called, not the Security Council, but the Terror Council. In our political life, if they need to use the Security Council against us, they turn to the Security Council. If they have no need to use it against us, they ignore the Security Council. If they have an interest to promote, an axe to grind, they respect and glorify the Charter of the United Nations; they turn to Chapter VII of the Charter and use it against poor nations. If, however, they wished to violate the Charter, they would ignore it as if it did not exist at all.

If the veto of the permanent members of the Security Council is given to those who have the power, this is injustice and terrorism and should not be tolerated by us. We should not live in the shadow of this injustice and terror.

Super-Powers have complicated global interests, and they use the veto to protect those interests. For example, in the Security Council, they use the power of the United Nations to protect their interests and to terrorize and intimidate the Third World, causing it to live under the shadow of terror.

From the beginning, since it was established in 1945, the Security Council has failed to provide security. On the contrary, it has provided terror and sanctions. It is only used against us. For this reason, we will no longer be committed to implementing Security Council resolutions after this speech, which marks the 40th anniversary.

Sixty-five wars have broken out: either fighting among small countries or wars of aggression waged against us by super-Powers. The Security Council, in clear violation of the Charter of the United Nations, failed to take action to stop these wars or acts of aggressions against small nations and peoples.

The General Assembly will vote on a number of historic proposals. Either we act as one or we will fragment. If each nation were to have its own version of the General Assembly, the Security Council and the various instruments and each were to have an equal footing, the Powers that currently fill the permanent seats would be confined to use of their own sovereign bodies, whether there be three or four of them, and would have to exercise their rights against themselves. This is of no concern to us.

If they want to keep their permanent seats, that is fine; permanent seats will be of no concern to us. We shall never submit to their control or to their exercise of the veto that was given to them. We are not so foolish as to give the right of veto to the super-Powers to use so they can treat us as second-class citizens and as outcast nations. It is not we who decided that those countries are the super-Powers and respected nations with the power to act on behalf of 192 countries.

You should be fully aware that we are ignoring the Security Council resolutions because those resolutions are used solely against us and not against the super-Powers which have the permanent seats and the right of veto. Those Powers never use any resolutions against themselves.

They are, however, used against us. Such use has turned the United Nations into a travesty of itself and has generated wars and violations of the sovereignty of independent States. It has led to war crimes and genocides. All of this is in violation of the Charter of the United Nations.

Since no one pays attention to the Security Council of the United Nations, each country and community has established its own security council, and the Security Council here has become isolated.

The African Union has already established its own Peace and Security Council, the European Union has already established a security council, and Asian countries have already established their own security council. Soon, Latin America will have its own Security Council as will the 120 non-aligned nations.

This means that we have already lost confidence in the United Nations Security Council, which has not provided us with security, and that is why we now are creating new regional security councils.

We are not committed to obeying the rules or the resolutions of the United Nations Security Council in its present form because it is undemocratic, dictatorial and unjust. No one can force us to join the Security Council or to obey or comply with resolutions or orders given by the Security Council in its present composition.

Furthermore, there is no respect for the United Nations and no regard for the General Assembly, which is actually the true United Nations, but whose resolutions are non-binding. The decisions of the International Court of Justice, the international judicial body, take aim only at small countries and Third World nations. Powerful countries escape the notice of the Court. Or, if judicial decisions are taken against these powerful countries, they are not enforced.

The International Atomic Energy Agency (IAEA) is an important agency within the United Nations. Powerful countries, however, are not accountable to it or under its jurisdiction. We have discovered that the IAEA is used only against us. We are told that it is an international organization, but, if that is the case, then all the countries of the world should be under its jurisdiction. If it is not truly international, then right after this speech we should no longer accept it and should close it down.

Mr. Treki, in his capacity as President of the General Assembly, should talk to the Director General of the IAEA, Mr. ElBaradei, and should ask him if he is prepared to verify nuclear energy storage in all countries and inspect all suspected increases. If he says yes, then we accept the Agency’s jurisdiction. But if he says that he cannot go into certain countries that have nuclear power and that he does not have any jurisdiction over them, then we should close the Agency down and not submit to its jurisdiction.

For your information, I called Mr. ElBaradei when we had the problem of the Libyan nuclear bomb. I called Mr. ElBaradei and asked him if the agreements by the super-Powers to reduce nuclear supplies were subject to Agency control and under inspection, and whether he was aware of any increases in their activity. He told me that he was not in a position to ask the super-Powers to be inspected.

So, is the Agency only inspecting us? If so, it does not qualify as an international organization since it is selective, just like the Security Council and the International Court of Justice. This is not equitable nor is it the United Nations. We totally reject this situation.

Regarding Africa, Mr. President, whether the United Nations is reformed or not, and even before a vote is taken on any proposals of a historic nature, Africa should be given a permanent seat on the Security Council now, having already waited too long.

Leaving aside United Nations reform, we can certainly say that Africa was colonized, isolated and persecuted and its rights usurped. Its people were enslaved and treated like animals, and its territory was colonized and placed under trusteeship. The countries of the African Union deserve a permanent seat. This is a debt from the past that has to be paid and has nothing to do with United Nations reform. It is a priority matter and is high on the agenda of the General Assembly. No one can say that the African Union does not deserve a permanent seat.

Who can argue with this proposal? I challenge anyone to make a case against it. Where is the proof that the African Union or the African continent does not deserve a permanent seat? No one can possibly deny this.

Another matter that should be voted on in the General Assembly is that of compensation for countries that were colonized, so as to prevent the colonization of a continent, the usurpation of its rights and the pillaging of its wealth from happening again.

Why are Africans going to Europe? Why are Asians going to Europe? Why are Latin Americans going to Europe? It is because Europe colonized those peoples and stole the material and human resources of Africa, Asia and Latin America — the oil, minerals, uranium, gold and diamonds, the fruit, vegetables and livestock and the people — and used them. Now, new generations of Asians, Latin Americans and Africans are seeking to reclaim that stolen wealth, as they have the right to do.

At the Libyan border, I recently stopped 1,000 African migrants headed for Europe. I asked them why they were going there. They told me it was to take back their stolen wealth — that they would not be leaving otherwise. Who can restore the wealth that was taken from us? If you decide to restore all of this wealth, there will be no more immigration from the Philippines, Latin America, Mauritius and India. Let us have the wealth that was stolen from us. Africa deserves $777 trillion in compensation from the countries that colonized it. Africans will demand that amount, and if you do not give it to them, they will go to where you have taken those trillions of dollars. They have the right to do so. They have to follow that money and to bring it back.

Why is there no Libyan immigration to Italy, even though Libya is so close by? Italy owed compensation to the Libyan people. It accepted that fact and signed an agreement with Libya, which was adopted by both the Italian and Libyan Parliaments. Italy admitted that its colonization of Libya was wrong and should never be repeated, and it promised not to attack the Libyan people by land, air or sea. Italy also agreed to provide Libya with $250 million a year in compensation over the next 20 years and to build a hospital for Libyans maimed as a result of the mines planted in Libyan territory during the Second World War. Italy apologized and promised that it would never again occupy the territory of another country. Italy, which was a kingdom during the Fascist regime and has made rich contributions to civilization, should be commended for this achievement, together with Prime Minister Berlusconi and his predecessor, who made their own contributions in that regard.

Why is the Third World demanding compensation? So that there will be no more colonization — so that large and powerful countries will not colonize, knowing that they will have to pay compensation. Colonization should be punished. The countries that harmed other peoples during the colonial era should pay compensation for the damage and suffering inflicted under their colonial rule.

There is another point that I would like to make. However, before doing so — and addressing a somewhat sensitive issue — I should like to make an aside. We Africans are happy and proud indeed that a son of Africa is now President of the United States of America. That is a historic event. Now, in a country where blacks once could not mingle with whites, in cafés or restaurants, or sit next to them on a bus, the American people have elected as their President a young black man, Mr. Obama, of Kenyan heritage. That is a wonderful thing, and we are proud. It marks the beginning of a change. However, as far as I am concerned, Obama is a temporary relief for the next four or eight years. I am afraid that we may then go back to square one. No one can guarantee how America will be governed after Obama.

We would be content if Obama could remain President of the United States of America for ever. The statement that he just made shows that he is completely different from any American President that we have seen. American Presidents used to threaten us with all manner of weapons, saying that they would send us Desert Storm, Grapes of Wrath, Rolling Thunder and poisonous roses for Libyan children. That was their approach. American Presidents used to threaten us with operations such as Rolling Thunder, sent to Viet Nam; Desert Storm, sent to Iraq; Musketeer, sent to Egypt in 1956, even though America opposed it; and the poisonous roses visited upon Libyan children by Reagan. Can you imagine? One would have thought that Presidents of a large country with a permanent seat on the Security Council and the right of veto would have protected us and sent us peace. And what did we get instead? Laser-guided bombs carried to us on F-111 aircraft. This was their approach: we will lead the world, whether you like it or not, and will punish anyone who opposes us.

What our son Obama said today is completely different. He made a serious appeal for nuclear disarmament, which we applaud. He also said that America alone could not solve the problems facing us and that the entire world should come together to do so. He said that we must do more than we are doing now, which is making speeches. We agree with that and applaud it. He said that we had come to the United Nations to talk against one another. It is true that when we come here, we should communicate with one another on an equal footing. And he said that democracy should not be imposed from outside. Until recently, American Presidents have said that democracy should be imposed on Iraq and other countries. He said that this was an internal affair. He spoke truly when he said that democracy cannot be imposed from outside.

So we have to be cautious. Before I make these sensitive remarks I note that the whole world has so many polarities. Listen: should we have a world of so many polarities? Can we not have nations on an equal footing? Let us have an answer. Does anyone have an answer as to whether it is better to have a world of so many polarities? Why can we not have equal standing? Should we have patriarchs? Should we have popes? Should we have gods?

Why should we have a world of so many polarities? We reject such a world and call for a world where big and small are equal.

The other sensitive point is the Headquarters of the United Nations. Can I have your attention, please? All of you came across the Atlantic Ocean, the Pacific Ocean, crossing the Asian continent or the African continent to reach this place. Why? Is this Jerusalem? Is this the Vatican? Is this Mecca? All of you are tired, have jet lag, and have sleepless nights. You are very tired, very low, physically. Somebody just arrived now, flying 20 hours. Then we want him to make a speech and talk about this.

All of you are asleep, all of you are tired. It is clear that all of you are lacking energy because of having to make a long journey. Why do we do that? Some of our countries are in nighttime and people are asleep. Now you should be asleep, because your biological clock, your biological mind is accustomed to be asleep at this time. I wake up at 4 o’clock New York time, before dawn, because in Libya it is 11 in the morning. When I wake up at 11 o’clock it is supposed to be daytime; at 4 o’clock I am awake.

Why? Think about it. If this was decided in 1945, should we still retain it? Why can we not think about a place that is in the middle, that is comfortable?

Another important point is that America, the host country, bears the expenses and looks after the Headquarters and diplomatic missions and looks after the peace and security of the heads of State who come here. They are very strict; they spend a lot of money, New York and all of America being very tight.

I want to relieve America of this hardship. We should thank America; we say to America, thank you for all the trouble that you have taken on yourself. We say thank you to America. We want to help reassure America and New York and keep them calm. They should not have the responsibility of looking after security. Perhaps some day a terrorist could cause an explosion or bomb a president. This place is targeted by Al-Qaeda, this very building. Why was it not hit on 11 September? It was beyond their power. The next target would be this place. I am not saying this in an offhand manner. We have tens of members of Al-Qaeda detained in Libyan prisons. Their confessions are very scary. That makes America live under tension. One never knows what will happen. Perhaps America or this place will be targeted again by a rocket. Perhaps tens of heads of State will die. We want to relieve America from this worry. We shall take the place to where it is not targeted.

Now after 50 years United Nations Headquarters should be taken to another part of the hemisphere. After 50 years in the western hemisphere, for the next 50 years it should be in the eastern hemisphere or in the middle hemisphere, by rotation. Now, with 64 years we have an extra 14 years over the 50 that Headquarters should have been moved to somewhere else.

This is not an insult to America; it is a service to America. We should thank America. This was possible in 1945, but we should not accept it now. Of course this should be put to the vote in the General Assembly — only in the Assembly, because in section 23 of the Headquarters Agreement it says that the United Nations Headquarters can be moved to another location only by a resolution of the General Assembly. If 51 per cent of the Assembly approves relocation of Headquarters, then it can be moved.

America has the right to make security tight because it is targeted by terrorists and by Al-Qaeda. America has the right to take all security measures; we are not blaming America for that. However, we do not tolerate these measures. We do not have to come to New York and be subjected to all these measures. One president told me that he was told that his co-pilot should not come to America because there are restrictions. He asked how he could cross the Atlantic without a co-pilot. Why? He does not have to come here. Another president complained that his honor guard could not come because there was some misunderstanding regarding his name when it came to granting a visa. Another president said his own doctor could not get a visa and could not come to America.

The security measures are very strict. If a country has any problem with America, they will set up restrictions on the movements of member delegations, as if one is in Guantanamo. Is this a Member State of the United Nations, or is it a prisoner in the Guantanamo camp that cannot be allowed free movement?

This is what is submitted to the General Assembly for a vote — moving the Headquarters. If 51 per cent agree, then we come to the second vote: to the middle of the globe, or to the eastern part. If we say that we must move the Headquarters to the middle of the hemisphere, why do we not move to Sirte or Vienna? One can come even without a visa. Once you come as a president, Libya is a secure country. We are not going to restrict you to 100 or 500 meters. Libya has no hostile actions against anybody. I think the same holds true of Vienna.

If the vote says we should move Headquarters to the eastern part, then it will be Delhi or Beijing, the capital of China or the capital of India.

That is logical, my brothers. I do not think there will be any objection to that. Then you will thank me for this proposal, for eliminating the suffering and the trouble of flying 14, 15 or 20 hours to come here. No one can blame America or say that America will reduce its contributions to the United Nations. No one should have that bad thought. America, I am sure, is committed to its international obligations. America will not be angry; it will thank you for alleviating its hardship, for taking on all that hardship and all the restrictions, even though this place is targeted by terrorists.

We come now to the issues that will be considered by the General Assembly. We are about to put the United Nations on trial; the old organization will be finished and a new one will emerge. This is not a normal gathering. Even son Obama said that this is not a normal gathering. It is a historic meeting.

The wars that took place after the establishment of the United Nations — why did they occur? Where was the Security Council, where was the Charter, where was the United Nations? There should be investigations and judicial intervention. Why have there been massacres? We can start with the Korean War because it took place after the establishment of the United Nations. How did a war break out and cause millions of victims? Nuclear weapons could have been used in that war. Those who are responsible for causing the war should be tried and should pay compensation and damages.

Then we come to the Suez Canal war of 1956. That file should be opened wide. Three countries with permanent seats on the Security Council and with the right of veto in the Council attacked a member State of this General Assembly. A country that was a sovereign State — Egypt — was attacked, its army was destroyed, thousands of Egyptians were killed and many Egyptian towns and entities were destroyed, all because Egypt wanted to nationalize the Suez Canal. How could such a thing have happened during the era of the United Nations and its Charter? How is it possible to guarantee that such a thing will not be repeated unless we make amends for past wrongs? Those were dangerous events and the Suez Canal and Korean War files should be re-opened.

Next we come to the Viet Nam war. There were 3 million victims of that war. During 12 days, more bombs were dropped than during four years of the Second World War. It was a fiercer war, and it took place after the establishment of the United Nations and after we had decided that there would be no more wars.

The future of humankind is at stake. We cannot stay silent. How can we feel safe? How can we be complacent? This is the future of the world, and we who are in the General Assembly of the United Nations must make sure that such wars are not repeated in the future.

Then Panama was attacked, even though it was an independent member State of the General Assembly. Four thousand people were killed, and the President of that country was taken prisoner and put in prison. Noriega should be released — we should open that file. How can we entitle a country that is a United Nations Member State to wage war against another country and capture its president, treat him as a criminal and put him in prison? Who would accept that? It could be repeated. We should not stay quiet. We should have an investigation. Any one of us Member States could face the same situation, especially if such aggression is by a Member State with a permanent seat on the Security Council and with the responsibility to maintain peace and security worldwide.

Then there was the war in Grenada. That country was invaded even though it was a Member State. It was attacked by 5,000 war ships, 7,000 troops and dozens of military aircraft, and it is the smallest country in the world. This occurred after the establishment of the United Nations and of the Security Council and its veto. And the President of Grenada, Mr. Maurice Bishop, was assassinated. How could that have happened with impunity? It is a tragedy. How can we guarantee that the United Nations is good or not, that a certain country is good or not? Can we be safe or happy about our future or not? Can we trust the Security Council or not? Can we trust the United Nations or not?

We must look into and investigate the bombing of Somalia. Somalia is a United Nations Member State. It is an independent country under the rule of Aidid. We want an investigation. Why did that happen? Who allowed it to happen? Who gave the green light for that country to be attacked?

Then there is the former Yugoslavia. No country was as peaceful as Yugoslavia, constructed step by step and piece by piece after being destroyed by Hitler. We destroyed it, as if we were doing the same job as Hitler. Tito built that peaceful country step by step and brick by brick and then we arrived and broke it apart for imperialistic, personal interests. How can we be complacent about that? Why can we not be satisfied? If a peaceful country like Yugoslavia faced such a tragedy, the General Assembly should have an investigation and should decide who should be tried before the International Criminal Court.

Then we have the war in Iraq — the mother of all evils. The United Nations should also investigate that. The General Assembly, presided over by Mr. Treki, should investigate that. The invasion of Iraq was a violation of the United Nations Charter. It was done without any justification by super-Powers with permanent seats on the Security Council. Iraq is an independent country and a member State of the General Assembly. How could those countries attack Iraq? As provided for in the Charter, the United Nations should have intervened and stopped the attack.

We spoke in the General Assembly and urged it to use the Charter to stop that attack. We were against the invasion of Kuwait, and the Arab countries fought Iraq alongside foreign countries in the name of the United Nations Charter.

In the first instance, the Charter was respected. The second time when we wanted to use the Charter to stop the war against Iraq, no one used it and that document was ignored. Why did that occur? Mr. Treki and the General Assembly should investigate to determine whether there was any reason at all to invade Iraq. Because the reasons for that attack remain mysterious and ambiguous, and we might face the same destiny.

Why was Iraq invaded? The invasion itself was a serious violation of the United Nations Charter, and it was wrong. There was also a total massacre or genocide. More than 1.5 million Iraqis were killed. We want to bring the Iraqi file before the International Criminal Court (ICC), and we want those who committed mass murder against the Iraqi people to be tried.

It is easy for Charles Taylor to be tried, or for Bashir to be tried, or for Noriega to be tried. That is an easy job. Yes, but what about those who have committed mass murder against the Iraqis? They cannot be tried? They cannot go before the ICC? If the Court is unable to accommodate us, then we should not accept it. Either it is meant for all of us, large or small, or we should not accept it and should reject it.

Anyone who commits a war crime can be tried, but we are not livestock or animals like those that are slaughtered for the Eid. We have the right to live, and we are ready to fight and to defend ourselves. We have the right to live in dignity, under the sun and on earth; they have already tested us and we have withstood the test.

There are other things as well. Why is it that Iraqi prisoners of war can be sentenced to death? When Iraq was invaded and the President of Iraq was taken he was a prisoner of war. He should not have been tried; he should not have been hanged. When the war was over, he should have been released. We want to know why a prisoner of war should have been tried. Who sentenced the President of Iraq to death? Is there an answer to that question? We know the identity of the judge who tried him. As to who tied the noose around the President’s neck on the day of sacrifice and hanged him, those people wore masks.

How could this have happened in a civilized world? These were prisoners of war of civilized countries under international law. How could Government ministers and a head of State be sentenced to death and hanged? Were those who tried them lawyers or members of a judicial system?

Do you know what people are saying? They are saying that the faces behind the masks were those of the President of the United States and the Prime Minister of the United Kingdom and that it was they who put the President of Iraq to death.

Why do the executioners not unmask their faces? Why do we not know their ranks? Why do we not know whether they were officers, judges, soldiers or doctors? How does it come about that the President of a State Member of the United Nations was sentenced to death and killed? We do not know the identity of the executioners. The United Nations is duty-bound to answer these questions: who carried out the death sentence? They must have legal status and official responsibilities; we should know their identities and we should know about the presence of a physician and the nature of all the legal proceedings. That would be true for an ordinary citizen, let alone for the President of a State Member of the United Nations who was put to death in that manner.

My third point on the Iraq war relates to Abu Ghraib. This was a disgrace to humankind. I know that the United States authorities will investigate this scandal, but the United Nations must not ignore it either. The General Assembly should investigate this matter. Prisoners of war held in Abu Ghraib prison were torturers; dogs were set on them; men were raped. This is unprecedented in the history of war. It was sodomy, and it was an unprecedented sin, never before committed by past aggressors or invaders. Prisoners of war are soldiers, but these were raped in prison by a State, a permanent member of the Security Council. This goes against civilization and humankind. We must not keep silent; we must know the facts. Even today, a quarter of a million Iraqi prisoners, men and women alike, remain in Abu Ghraib. They are being maltreated, persecuted and raped. There must be an investigation.

Turning to the war in Afghanistan, this too must be investigated. Why are we against the Taliban? Why are we against Afghanistan? Who are the Taliban? If the Taliban want a religious State, that is fine. Think of the Vatican. Does the Vatican pose a threat to us? No. It is a religious, very peaceful State. If the Taliban want to create an Islamic Emirate, who says that this makes them an enemy? Is anyone claiming that Bin Laden is of the Taliban or that he is Afghan? Is Bin Laden of the Taliban? No; he is not of the Taliban and he is not Afghan. Were the terrorists who hit New York City of the Taliban? Were they from Afghanistan? They were neither Taliban nor Afghan. Then, what was the reason for the wars in Iraq and in Afghanistan?

If I truly wanted to deceive my American and British friends, I would encourage them to send more troops and I would encourage them to persist in this bloodbath. But they will never succeed in Iraq or Afghanistan. Look what happened to them in Iraq, which is a desert. It is even worse in mountainous Afghanistan. If I wanted to deceive them I would tell them to continue the wars in Iraq and Afghanistan. But no, I want to save the citizens of the United States, the United Kingdom and other countries who are fighting in Iraq and Afghanistan. So I tell them: leave Afghanistan to the Afghans; leave Iraq to the Iraqis. If they want to fight each other, they are free to do so.

America had its Civil War, and no one interfered in it. There were civil wars in Spain, China and countries all over the world — no place on Earth has been free of civil wars. Let there be a civil war in Iraq. If the Iraqis want to have a civil war and fight each other, that is fine. Who says that if the Taliban form a Government they would possess intercontinental missiles or the kind of airplanes that hit New York? Did those airplanes take off from Afghanistan or Iraq? No; they took off from American airports. So why is Afghanistan being struck? The terrorists were not Afghans or Taliban or Iraqis.

Why are we silent? We must never be war devils: anyone who does not speak the truth is a silent devil. We are committed to international peace and security. We do not wish to scorn or ridicule humankind. We want to save humanity.

As President of the General Assembly, Mr. Ali Treki should open an investigation of the assassinations file — in addition to the war files. Who killed Patrice Lumumba, and why? We merely want to record it in the annals of African history; we want to know how an African leader, a liberator, came to be assassinated. Who killed him? We want our sons to be able to read the history of how Patrice Lumumba, the hero of Congo’s liberation struggle, was assassinated. We want to know the facts, even 50 years on. That is one file that should be reopened.

And who killed Secretary-General Hammarskjöld? Who fired on his aero plane in 1961, and why?

Then, there is the assassination of United States President Kennedy in 1963. We want to know who killed him and why. There was somebody called Lee Harvey Oswald, who was then killed by one Jack Ruby. Why did he kill him? Jack Ruby, an Israeli, killed Lee Harvey Oswald, who killed Kennedy. Why did this Israeli kill Kennedy’s killer? Then Jack Ruby, the killer of the killer of Kennedy, died in mysterious circumstances before he could be tried. We must open the files. The whole world knows that Kennedy wanted to investigate the Israeli Dimona nuclear reactor. This involves international peace and security and weapons of mass destruction. That is why we should open this file.

Then there is the assassination of Martin Luther King, the black reverend and human rights activist. His assassination was a plot, and we should know why he was killed and who killed him.

Then Khalil Wazir, or Abu Jihad, a Palestinian, was attacked. He was living peacefully in Tunisia, a Member State, and that country’s sovereignty was not respected. We cannot keep silent. Even though submarines and ships were detected along the coast of Tunisia, where he was killed, no one was accused or tried. Abu Iyad was also killed, and we should know how he was killed. He was killed in ambiguous circumstances. In Operation Spring of Youth, Kamal Nasser, a poet, Kamal Adwan and Abu Youssef al Najjar, three Palestinians, were killed in Lebanon, a country that is a free, sovereign State member of the General Assembly. They were attacked and killed while sleeping peacefully. We should know who killed them, and he should be tried so that those crimes against humanity are not repeated.

We have already talked about the size of the force used in the invasion of Grenada — 7,000 troops, 15 battleships and dozens of bombers — and President Bishop was killed even though Grenada was a Member State. Those are crimes, and we cannot keep silent. Otherwise, we will look like sacrificial beasts. We are not animals. Year after year, we are attacked. We defend ourselves, our sons and our children, and we are not afraid. We have the right to live, and the Earth is not destined for violence, but for us all. We can never live on this Earth in such humiliation. So those are the wars.

The last file is that of the massacres. In the Sabra and Shatila massacre, 3,000 people were killed. That area, under the protection of the occupying Israeli army, was the site of a huge and calamitous massacre in which 3,000 Palestinian men, women and children were killed. How can we keep quiet? Lebanon is a sovereign State; a member of the General Assembly was occupied, Sabra and Shatila were under Israeli control, and then the massacre took place.

Then there was the 2008 massacre in Gaza. There were 1,000 women and 2,200 children among the victims killed in the massacre in Gaza in 2008. Sixty United Nations facilities and another 30 belonging to non-governmental organizations were damaged. Fifty clinics were destroyed. Forty doctors and nurses were killed while carrying out humanitarian activities. This took place in Gaza in December 2008.

The perpetrators are still alive, and they should be tried by the International Criminal Court (ICC). Should we try only the underdogs, the weak and the poor of third-world countries, and not important and protected figures? Under international law, they should all face trial for the consequences of the crimes that they have committed. Otherwise, the role of the ICC will never be recognized. If the decisions of the ICC are not respected or implemented, if the General Assembly and the Security Council mean nothing, and if the International Atomic Energy Agency serves only certain countries and organizations, then what is the United Nations? It would mean that the United Nations is nothing and is insignificant. Where is it? There is no United Nations.

Then, while piracy may be a phenomenon of the high seas, a form of terrorism, we talk about the piracy in Somalia. Somalis are not pirates. We are the pirates. We went there and usurped their economic zones, their fish and their wealth. Libya, India, Japan and America — any country in the world — we are all pirates. We all entered the territorial waters and economic zones of Somalia and stole. The Somalis are protecting their own fish, their sustenance. They have become pirates because they are defending their children’s food. Now, we seek to address that matter in the wrong way. Should we send warships to Somalia? We should send warships to the pirates who have attacked and seized the economic zones and wealth of the Somalis and the food of their children.

I met the pirates, and I told them that I would negotiate an agreement between them and the international community that respects the 200-mile exclusive economic zone under the law of the sea, that protects all marine resources belonging to the Somali people, and that stops all countries from disposing of toxic waste along the Somali coast. In return, the Somalis would no longer attack ships. We will propose and draft such an international treaty and submit it to the General Assembly. That is the solution. The solution does not lie in sending more military ships to fight the Somalis. That is not the solution.

We are addressing the phenomena of piracy and terrorism in the wrong way. Today there is swine flu. Perhaps tomorrow there will be fish flu, because sometimes we produce viruses by controlling them. It is a commercial business. Capitalist companies produce viruses so that they can generate and sell vaccinations. That is very shameful and poor ethics. Vaccinations and medicine should not be sold. In The Green Book, I maintain that medicines should not be sold or subject to commercialization. Medicines should be free of charge and vaccinations given free to children, but capitalist companies produce the viruses and vaccinations and want to make a profit. Why are they not free of charge? We should give them free of charge, and not sell them. The entire world should strive to protect our people, create and manufacture vaccinations and give them free to children and women, and not profit by them. All those items are on the agenda of the General Assembly, which has only to exercise that duty.

The Ottawa Convention on Landmines forbids the production of landmines. That is wrong. Landmines are defensive weapons. If I place them along the border of my country and someone wants to invade me, they may be killed. That is all right, because they are invading me. The Convention should be reconsidered. I am not taking that defensive weapon to another country. The enemy is coming to me. On the Al-Qadhafi website, I call for that treaty to be modified or annulled. This treaty should be modified or annulled. I want to use anti-personnel mines to defend my home against invasion. Eliminate weapons of mass destruction, not landmines, which are defensive weapons.

With regard to the Palestinian situation, the two-State solution is impossible; it is not practical. Currently, these two States completely overlap. Partition is doomed to failure. These two States are not neighbors; they are coextensive, in terms of both population and geography. A buffer zone cannot be created between the two States because there are half a million Israeli settlers in the West Bank and a million Arab Palestinians in the territory known as Israel.

The solution is therefore a democratic State without religious fanaticism or ethnicity. The generation of Sharon and Arafat is over. We need a new generation, in which everyone can live in peace. Look at Palestinian and Israeli youth; they both want peace and democracy, and they want to live under one State. This conflict poisons the world.

The White Book actually has the solution; I hold it here. The solution is Isratine. Arabs have no hostility or animosity towards Israel. We are cousins and of the same race. We want to live in peace. The refugees should go back.

You are the ones who brought the Holocaust upon the Jews. You, not we, are the ones who burned them. We gave them refuge. We gave them safe haven during the Roman era and the Arab reign in Andalusia and during the rule of Hitler. You are the ones who poisoned them; you are the ones who annihilated them. We provided them with protection. You expelled them. Let us see the truth. We are not hostile; we are not enemies of the Jews. And one day the Jews will need the Arabs. At that point, Arabs will be the ones to give them protection, to save them, as we have done in the past. Look at what everybody else did to the Jews. Hitler is an example. You are the ones who hate the Jews, not us.

In brief, Kashmir should be an independent State, neither Indian nor Pakistani. We must end that conflict. Kashmir should be a buffer State between India and Pakistan.

With regard to Darfur, I truly hope that the assistance provided by international organizations can be used for development projects, for agriculture, for industry and for irrigation. You are the ones who made it a crisis; you put it on the altar; you wanted to sacrifice Darfur so that you could interfere in its internal affairs.

You have turned the Hariri problem into a United Nations problem. You are selling Hariri’s corpse. You just want to settle scores with Syria. Lebanon is an independent State; it has laws, courts, a judiciary and police. At this stage, it is no longer the perpetrators that are being sought; the real wish is to settle scores with Syria, not ensure justice for Hariri. The cases of Khalil al-Wazir, Lumumba, Kennedy, and Hammarskjöld should also have been turned over to the United Nations, if the Hariri case merits such attention.

The General Assembly is now under the presidency of Libya. This is our right. Libya hopes that you will assist in making the transition from a world fraught with crises and tension to a world in which humanity, peace and tolerance prevail. I will personally follow up on this issue with the General Assembly, President Treki and the Secretary-General. It is not our habit to compromise when it comes to the destiny of humanity and the struggles of the third world and the 100 small nations, which should live in peace always.

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